Miniere, Rio Tinto annuncia emissioni zero entro il 2050

Il gruppo energetico anglo-australiano investirà un miliardo di dollari per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività estrattive. Nel giacimento di oro e ferro di Pilbara in progettazione un impianto fotovoltaico solare da 34 Mw / Trump apre all’estrazione di gas, carbone e petrolio nella National Monument Land / Black Rock, svolta verde per cambiare la finanza globale

Rio Tinto

Emissioni zero di gas serra entro il 2050. È l’obiettivo che intende porsi da qui ai prossimi trent’anni Rio Tinto, gruppo multinazionale anglo-australiano che si occupa di ricerca, estrazione e lavorazione di risorse minerarie, il secondo più grande al mondo del settore. Come spiega il quotidiano britannico Guardian, il processo avverrà per tappe. Nei prossimi cinque anni la società investirà un miliardo di dollari per ridurre l’impatto ambientale delle proprie attività estrattive, mentre entro il 2030 le emissioni dovranno già essere ridotte del 15%.

Nel lanciare questa sfida Rio Tinto, rispetto ad altre big company energetiche come ad esempio British Petroleum, sa di poter far leva sul fatto che non estrae né carbone né petrolio o gas. La svolta green del gruppo è dettata dalle pressioni esercitate da una parte sempre più consistente dei suoi investitori aderenti alla piattaforma Climate Action 100+ e dai sindacati dei lavoratori australiani. Un cambio di passo che, però, di certo non troverà d’accordo il governo di Canberra. Sono infatti note le posizioni apertamente negazioniste rispetto ai cambiamenti climatici del primo ministro Scott Morrison, il cui esecutivo non è affatto intenzionato a rinunciare ai lucrosi accordi stretti con le compagnie energetiche internazionali che puntano tutto sullo sfruttamento dei combustibili fossili.

L’impegno di Rio Tinto per una mitigazione del proprio impatto ambientale è iniziato in realtà nel 2008. Da allora la società ha ridotto del 46% le proprie emissioni, anche se questo calo è da collegare prevalentemente non a una “conversione” delle attività estrattive bensì a una rimodulazione dei processi di esportazione delle materia prime lavorate.

Nel dare la notizia degli obiettivi sostenibili posti dalla sua azienda da qui al 2050, l’amministratore delegato Jean-Sébastien Jacques ha ricordato che proprio la scorsa settimana è stato approvato un investimento di circa 100 milioni di dollari per costruire nella miniera di oro e ferro di Pilbara un impianto fotovoltaico solare da 34 MW e un sistema di accumulo di energia dalle attività estrattive con una capacità di stoccaggio di 12 MW all’ora. Un’operazione che permetterà di abbattere circa 90.000 tonnellate di emissioni.

Resterà ora da capire come i clienti di Rio Tinto prenderanno questa scelta. Si accoderanno al trend verde del gruppo minerario o si rivolgeranno altrove? L’efficacia in termini ambientali di azioni come questa passa inevitabilmente anche da questa risposta. 

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