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Rinnovabili: perché escludere il trasporto elettrico dagli incentivi?

La nuova legge non prevede sostegni al trasporto elettrico ferroviario e urbano. Ma così facendo si fa il gioco dei “falsi” biocarburanti. Come quelli per cui pochi giorni fa Eni ha perso il ricorso al Tar del Lazio per la condanna di greenwashing

La nuova legge “Rinnovabili” è finalmente alla firma del capo dello Stato e sta per entrare in vigore. Il testo, licenziato la settimana scorsa dal governo, salvo sorprese si propone di recepire e attuare in Italia la direttiva europea (RED2) con due anni di ritardo. Ritardo non da poco, visto che nel frattempo l’Europa sta discutendo la RDE3 per alzare nuovamente il target delle fonti rinnovabili dal 40 al 55%. Il nostro Paese, che dal 2012 non cresce più nelle energie rinnovabili, si trova nella difficile situazione di rilanciare il settore mentre dovrà scrivere le nuove regole. 

Ed è proprio il rilancio quel che si fa fatica a vedere nel testo uscito dal governo: da tre mesi a un anno per firmare i decreti attuativi (in gran parte affidati al Mite) e, soprattutto, l’obbligo di passare per Ministero e Regioni per definire finalmente le aree idonee dove poter installare pannelli solari, generatori eolici e impianti a biogas. Il timore è che le rinnovabili siano ancora vittime dei veti incrociati tra le Regioni e i diversi Ministeri (vedi Sovraintendenze), con grande gioia dell’Eni e dei petrolieri che vogliono continuare a inquinare il paesaggio con pennacchi di fumo, ciminiere e trivellazioni petrolifere sia a mare che nell’entroterra.

Anche in tema di trasporti c’è un timido innalzamento del livello di ambizione (dal 10 al 16%) al 2030. Inoltre si includono nella conta tutti i settori dei trasporti (ferroviario, aereo e navale). Ma lo sforzo non è proporzionato all’obiettivo nazionale complessivo (-55%) e, soprattutto, si escludono dall’obiettivo e dai meccanismi incentivanti le rinnovabili elettriche. Perché escludere il trasporto elettrico ferroviario, quello urbano (delle metropolitane ai tram, filobus, autobus), auto e furgoni elettrici? L’elettricità in Italia è già rinnovabile al 40%.

A Milano oltre il 75% dell’offerta di trasporto pubblico è a trazione elettrica e si approvvigiona completamente di elettricità rinnovabile certificata. Oggi l’Atm paga l’elettricità rinnovabile a un prezzo superiore a quella di origine fossile, mentre il consumo di gasolio per i vecchi autobus diesel gode di sconti sulle accise.

Piacevole novità è la parziale esclusione dell’olio di palma dai biocarburanti, in quanto più inquinante ed emissivo del gasolio fossile. Si afferma però all’art. 40 che “dal 2023 non è conteggiata (come rinnovabile) la quota” “prodotta a partire da olio di palma” “nel rispetto dei criteri dell’art. 4 del regolamento delegato UE 2019/807”. Purtroppo l’art. 4 consente di sfruttare ancora l’olio di soia e di palma derivante da “piccoli coltivatori certificati”: l’inganno è che non esiste alcuna certificazione che assicuri la produzione da piccoli produttori. Non si escludono neppure i falsi oli vegetali riciclati (Uco) importati dal Sud-Est asiatico: Legambiente ne ha denunciato l’abuso pari a oltre 100 mila tonnellate all’anno sia nel 2019 che nel 2020, con grave danno per i consorzi e l’industria nazionale.

Insomma, continua l’inganno dei “falsi” biocarburanti rinnovabili. E continua la nostra azione di denuncia: proprio tre giorni fa l’Eni ha perso il ricorso al Tar del Lazio per la condanna per greenwashing del suo biodiesel all’olio di palma. È insomma assurdo che anche la nuova legge sulle rinnovabili non escluda nettamente e definitivamente le false rinnovabili, permetta di sussidiare i falsi biocarburanti e non abbia il coraggio di incentivare le rinnovabili elettriche nei trasporti. Così come non è giusto che chi va in tram a Milano paga di più di chi distrugge foreste tropicali nel mondo con camion inquinanti.

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Andrea Poggio
Segreteria nazionale Legambiente. socio fondatore. responsabile mobilità sostenibile e stili di vita (www.viviconstile.org). Autore di Vivi con stile (2007). Viaggiare leggeri (2008). Green Life. (2007). Twitter: ap_legambiente FB: viviconstile.org

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