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Rinnovabili, Cingolani: “In Italia 3 gigawatt di impianti bloccati dalle Soprintendenze”

Il ministro nel suo intervento in Commissione Ambiente: “Rispetto assoluto per il paesaggio, ma anche per la lotta al cambiamento climatico. Dobbiamo raggiungere l’obiettivo del 72% di fonti pulite al 2030”

“Adesso pubblicheremo le aste dei prossimi 5 anni per le energie rinnovabili, così tutti sapranno quando possono partecipare e non avremo più alibi. Però, se il 95% delle proposte viene bloccato dalle soprintendenze, io posso fare poco”.

Lo ha dichiarato il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, in audizione alle Commissioni Ambiente di Camera e Senato. E ha continuato: “Abbiamo 3 gigawatt di impianti di rinnovabili fermi, anche se hanno la Valutazione di impatto ambientale favorevole, bloccati dalle Soprintendenze per l’impatto paesaggistico. Ho chiesto di portare questi progetti in Consiglio dei ministri, per farli passare con i poteri sostitutivi del governo. Ma spero che non si dovrà fare questo per i cinque anni del Pnrr”.

“Dobbiamo installare 8 gigawatt di rinnovabili all’anno, per raggiungere l’obiettivo del 72% di fonti pulite al 2030 – ha aggiunto Cingolani -. Questi impianti sono bloccati con motivazioni incomprensibili. Ci deve essere un rispetto assoluto per il paesaggio, ma anche rispetto per la lotta al cambiamento climatico“.

Tra le proposte del Ministero, “I soldi dei sussidi ambientalmente dannosi (che devono essere eliminati secondo la normativa Ue) potrebbero andare a ridurre il cuneo fiscale dei lavoratori impegnati nei settori colpiti dal taglio dei sussidi, oppure essere impegnati per sgravi fiscali alle aziende interessate”.

I sussidi ambientalmente dannosi (Sad) riguardano soprattutto i carburanti per l’autotrasporto e i mezzi agricoli: secondo il ministro, “ammontano a circa 19 miliardi, una cifra importante”.

“Per le norme Ue vanno rimossi – ha proseguito Cingolani -, ma questo avrà un impiatto su settori come l’autotrasporto e l’agricoltura. Dobbiamo dare un segnale chiaro che devono essere eliminati, ma al tempo stesso non danneggiare queste categorie”.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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