Rimettiamoci in marcia

Rete della pace e Tavola lanciano l’appuntamento del 7 ottobre per la Perugia-Assisi. Una data particolare, segnata da tre ricorrenze: 100 anni dalla fine della Grande guerra, 70 dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e 50 dalla morte di Aldo Capitini, padre della nonviolenza italiana / Pacifismo cercasi: un’intervista a più voci

la locandine disegnata da Mauro BianiNon sarà una marcia rituale. Perché i drammi a cui stiamo assistendo nel Mediterraneo, la crescita esponenziale di episodi di intolleranza e razzismo nei nostri territori, la violenza e la disumanità che invadono il linguaggio, i social media e una parte dell’azione pubblica ci dicono che oggi guerra e violenze sono nei nostri territori, a casa nostra.

L’intreccio perverso di guerra, fame, povertà, disuguaglianze, vittime civili, migranti, competizione crescente per accaparrarsi petrolio e gas, desertificazione e disastri ambientali produce un coacervo micidiale fatto di stragi e tragedie. E tutto ciò trova un drammatico riscontro nella guerra ai poveri fatta ai nostri confini.

Per la gravità della situazione e la complessità dei nodi che stanno venendo al pettine, pensiamo sia indispensabile portare alla marcia della pace del 7 ottobre la voce di tutti coloro che lottano per un’Europa e un’Italia solidali pacifiche e accoglienti. Ripartendo da un fatto. Oggi ci sono quattro grandi emergenze da cui dipende il nostro futuro: l’aumento delle disuguaglianze, la pace, il clima, le migrazioni. La novità sta proprio qui, teniamo insieme queste emergenze per costruire un immaginario nuovo e positivo, per rovesciare il piatto di chi specula sulla paura e dare speranza costruendo un nuovo movimento.