martedì 25 Gennaio 2022

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Riforma della Giustizia, gli ambientalisti: “nessuna scadenza per il reato di disastro ambientale”

L’appello al Governo Draghi e al ministro Cartabia di Legambiente, Libera, Wwf e Greenpeace: “Scelta di civiltà inserire il reato tra quelli per cui non sono previsti termini che ne determinino l’improcedibilità”

Appello di Legambiente, Libera, Wwf e Greenpeace per far cambiare rotta alla riforma della Giustizia. Le associazioni chiedono al Governo Draghi e al ministro della Giustizia Marta Cartabia che, accanto ai reati di mafia, terrorismo, violenza sessuale aggravata e traffico di stupefacenti, nella lista di quelli per cui non scatta l’improcedibilità sia inserito anche il disastro ambientale.

“La storia del nostro Paese è segnata da disastri ambientali che soltanto dopo l’introduzione nel Codice penale del delitto 452 quater sono oggi al centro di processi come quello sull’ex Ilva o sulla discarica Resit in Campania, che consentono alle popolazioni colpite di avere fiducia nella giustizia. O ancora, di tanti procedimenti ambientali aperti, a partire da quello sui Pfas in Veneto, ritrovati nel sangue dei bambini che vivono in quei territori. Per queste ragioni e per la complessità delle inchieste necessarie ad accertare la verità, chiediamo al governo Draghi e alle forze politiche che lo sostengono di inserire il disastro ambientale tra i reati per cui non sono previsti termini che ne determinino l’improcedibilità. Sarebbe una scelta di civiltà, fatta con la consapevolezza che ad essere in gioco sono l’ambiente in cui viviamo, la salute delle persone e la credibilità stessa della giustizia”, hanno scritto in una nota congiunta il 30 luglio Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Luigi Ciotti, presidente di Libera e del Gruppo Abele, Donatella Bianchi, presidente del Wwf e Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, a poche ore dall’intesa raggiunta in Consiglio dei ministri sulla tanto discussa riforma che il primo agosto è approdata in aula alla Camera.

All’appello sull’assoluta necessità di includere il disastro ambientale tra quelli per cui non scatta la mannaia dell’improcedibilità, è possibile aderire scrivendo alla mail segreteria@legambiente.it.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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