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Riforma delle emissioni non coerente con l’accordo di Parigi

Riforma delle Emissioni Co2

La riforma del mercato delle emissioni (ETS) approvata ieri dall’Europarlamento non è purtroppo coerente con gli impegni assunti dall’Europa con dell’Accordo di Parigi.

L’Europa, sulla base delle raccomandazioni del UN-Environment, deve aumentare il suo obiettivo di riduzione delle emissioni al 55% per contribuire a mantenere la temperatura globale al di sotto dei 2°C ed almeno al 58% per cercare di limitarne l’aumento non oltre l’1.5°C. Obiettivo ambizioso ma possibile. Se si guarda, infatti, alla traiettoria delle emissioni in Europa dal 2008 – inizio degli impegni del Protocollo di Kyoto – al 2015 le emissioni sono diminuite del 2% circa l’anno. Solo continuando con lo stesso tasso di riduzione annua nel 2030 si raggiungerebbe una riduzione del 50-58%.   

In Europa per raggiungere almeno l’obiettivo del 55% al 2030 è necessario aumentare gli attuali target rispetto al 2005 per i settori ETS (centrali elettriche e gran parte degli impianti industriali) dal 43% al 57% e per i settori non-ETS dal 30% al 47% 

Abbiamo tutte le condizioni per poter centrare questo obiettivo. L’attuale trend di riduzione è già del 30% al 2020. Rivedere l’attuale impegno del 40% è pertanto possibile, senza grandi sforzi e con un impatto positivo sull’economia europea. È ormai provato che l’azione climatica fa bene alla nostra economia. Nel periodo In 1990-2015 si è registrato un forte disaccoppiamento tra riduzione delle emissioni ed aumento del PIL. Mentre le emissioni sono diminuite del 22%, il PIL europeo è invece aumentato del 50%. Trend confermato anche nel 2016, secondo i dati preliminari della Commissione, con una riduzione delle emissioni del 23% ed un aumento del PIL del 53% rispetto al 1990. 

L’Europa deve dimostrarsi all’altezza della sfida di Parigi e definire sin dai prossimi mesi una strategia per zero-emissioni entro il 2050, in modo da poter avere tutti gli strumenti a disposizione per rivedere l’attuale impegno di riduzione del 40% al 2030, aumentandolo in coerenza con gli obiettivi dell’Accordo. 

Mauro Albrizio
Mauro Albrizio è responsabile dell'ufficio europeo di Legambiente a Bruxelles

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