Riforestazione alla Salgado

Nel 1998 è nato l’Instituto Terra, fondato dal fotografo e dalla moglie Lélia. Per ricreare la Mata Atlantica nell’intera valle del fiume Doce in Brasile

ICONA documenti Speciale Corso Laura Conti “Terre di resilienza”

foto di Salgado mentre scatta una foto

di Francesco Cufino

Sebastiao Salgado e la moglie Lélia hanno piantato, in vent’anni, più di quattro milioni di alberi nello Stato del Minas Gerais, nel Sud-est del Brasile. “Di questa terra ho ricordi d’infanzia meravigliosi. Giocavo nei grandi spazi, c’era acqua ovunque”, scrive il grande fotografo nella sua autobiografia Dalla mia Terra alla Terra. Tornato a casa nel 1998, si è reso conto che il paradiso naturalistico della sua infanzia esisteva ormai soltanto nella sua memoria. Gli alberi erano stati tagliati, l’acqua piovana scorreva senza che niente la trattenesse e la terra fertile di un tempo era gravemente erosa. Gli animali erano fuggiti via e l’ecosistema distrutto. Lélia ha avuto la folle idea di ripiantare tutto. I due coniugi hanno reclutato soci, raccolto fondi e circa 17.000 ettari di terra sono rinati: nasce così l’Instituto Terra, un’organizzazione ambientale, non governativa e senza scopo di lucro.

Più di quattro milioni di piantine, di diverse specie originarie della Mata Atlantica, popolano la Fazenda Bulcao della famiglia Salgado, di cui 1.502 acri sono stati dichiarati Riserva naturale del patrimonio (Pnhr). Contribuiscono anche ad altri programmi di ripristino ambientale nelle aree circostanti, fino allo Stato Espìrito Santo. Inizialmente l’Istituto acquistava gli arboscelli da vivai indipendenti, anche all’estero. Oggi invece le serre dell’organizzazione ne producono un milione l’anno. I semi utilizzati sono raccolti entro un raggio di 125 miglia dalla fattoria e hanno portato alla produzione di oltre 290 specie vegetali. L’opera dell’Instituto Terra ha un valore pionieristico. Per la prima volta sono state effettuate sperimentazioni replicabili in tutta l’area della Foresta Atlantica.

“Sono tornati molti animali, persino il giaguaro, il più grande della catena alimentare della foresta. Se è tornato, vuol dire che trova da mangiare e che la catena alimentare è quindi completa” scrive, commosso, il grande fotografo famoso per i suoi reportage. Con il ritorno della vegetazione i corsi d’acqua si sono riattivati, e sono ritornate le specie animali a rischio di estinzione. Tra gli uccelli ne sono state identificate 172, 33 tra i mammiferi, 15 di anfibi e 15 di rettili.

Visti i risultati, Lélia e Sebastiao hanno deciso di avviare progetti di formazione e sensibilizzazione ambientale all’interno della fazenda. Nel 2002 è stato così creato il Cera, Centro per l’educazione e il recupero ambientale, mentre nel 2004 è stato inaugurato il Centro studi per il recupero degli ecosistemi. “L’Istituto è aperto anche agli alunni delle scuole elementari della regione perché tutti, fin da piccoli, vengano sensibilizzati al problema della deforestazione” scrive Salgado nell’autobiografia. Il direttore esecutivo, Isabella Salton, sostiene che tra gli obiettivi va annoverato quello di formare sempre più giovani tecnici con il programma “Nere” e reclutare fra i bambini gli ambasciatori del futuro col progetto “Terrinhas”

L’Instituto Terra ha l’obiettivo di riforestare un’area geografica che si estende per 344.403 miglia quadrate. “Speriamo che nel 2050 non solo si sarà completata la riforestazione della nostra riserva, ma si saranno piantati più di 50 milioni di alberi nella grande valle confinante. Ora la terra è diventata quasi più bella di quando ero bambino – scrive nel suo libro Salgado – e di fronte a questo spettacolo sono rimasto talmente incantato che, nel giro di poco tempo, con Lélia ci siamo detti che dovevamo realizzare un racconto fotografico per mostrare la bellezza del mondo”. Da qui nasce Genesi, l’ultimo suo grande lavoro fotografico.