Rifiuti, Ciotti: “Nuovi impianti per selezione e termovalorizzazione”

Secondo il vice presidente di Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica) è questa una delle priorità che deve porsi il governo. Insieme alla scrittura dei decreti attuativi per gli acquisti verdi della pubblica amministrazione / Centemero, Cic: “Cittadini la parte più importante del sistema” / Triplicata la presenza di bioplastiche compostabili nella raccolta dell’organico: lo studio di Cic e Corepla

Marche è tariffa puntuale

Decreti attuativi per gli acquisti verdi della pubblica amministrazione e nuovi impianti per la selezione e la termovalorizzazione dei rifiuti. Secondo Antonello Ciotti, vice presidente di Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica) sono queste due delle priorità che il governo dovrebbe porsi per rendere più efficiente e capillare il sistema nazionale di recupero e raccolta dei rifiuti, il cui stato è stato fotografato nell’ultimo rapporto presentato insieme al Cic (Consorzio italiano compostatori) sulla presenza di imballaggi in plastica e bioplastica compostabile negli impianti di riciclo organico.

Antonello Ciotti Vice Corepla
Antonello Ciotti, vice presidente di Corepla

Il vostro studio evidenzia che il nostro Paese si conferma in crescita per ciò che concerne la presenza delle bioplastiche compostabili nella raccolta dell’organico. Qual è il dato su tutti che ci dice che siamo sulla buona strada nel miglioramento delle nostre performance di differenziazione, corretto smaltimento e riciclo dei rifiuti?

Il dato positivo dello studio che abbiamo presentato insieme a Cic è che la raccolta differenziata nel suo complesso aumenta: i cittadini mediamente fanno una raccolta corretta, cioè gettano il rifiuto a base fossile nella raccolta differenziata e il rifiuto a base bio nell’umido. È ancora troppo elevata, però, la percentuale di cittadini che si confondono, per cui dobbiamo chiedere ai cittadini non solo quantità ma anche qualità.

Quali sono, invece, i dati più critici che devono rappresentare dei campanelli d’allarme per il sistema?

È necessaria un’impiantistica dedicata anche per quanto riguarda le materie bio che attualmente non hanno impianti nei quali effettuare il riciclo. Ci sono numerose regioni in Italia, sia al sud che al nord, per esempio il Trentino Alto Adige, che non hanno impianti atti a riciclare e a produrre compost dalle materie bio.

Durante la lunga fase di lockdown i supermercati della Gdo sono stati particolarmente sotto pressione per l’aumento esponenziale di richieste di prodotti da parte dei cittadini. Questa situazione straordinaria ha interrotto in qualche modo delle pratiche virtuose che anche in questo comparto erano state avviate per limitare il più possibile lo smaltimento non corretto di imballaggi in plastica?

Assolutamente no. Durante il periodo di lockdown la raccolta differenziata degli imballaggi in plastica è cresciuta. Infatti, i primi dati di fine maggio ci danno una crescita dell’8% su base annua, e questo dimostra che anche in questa fase critica la gente ha continuato a fare la raccolta differenziata e, anzi, sempre più nuovi cittadini sono diventati virtuosi”

A livello politico, quali sono le priorità su cui Governo e soggetti istituzionali preposti dovrebbero concentrarsi per rendere sempre più efficiente e sostenibile la filiera di cui siete protagonisti?

A livello politico abbiamo due richieste molto importanti. La prima è la scrittura dei decreti attuativi rispetto agli acquisti verdi della Pubblica Amministrazione. È necessario che tutto ciò che viene acquistato debba contenere un contributo minimo ambientale di materiale riciclato in modo da sviluppare un mercato delle materie prime seconde. La seconda richiesta riguarda l’impiantistica: ci sono Regioni italiane carenti di impianti sia di selezione che di termovalorizzazione, perché c’è sempre una componente di prodotto raccolto che non trova un utilizzo nel riciclo meccanico attuale, per cui riteniamo che questi impianti siano indispensabili e che sia necessario crearne di nuovi.

Quali dovrebbero essere, nella fattispecie, i decreti End of Waste da approvare nei tempi più stretti possibile?

I decreti End of Waste sono importantissimi, perché definiscono quando un rifiuto cessa di essere rifiuto e diventa prodotto. Questa è una distinzione fondamentale, perché mentre il rifiuto non può viaggiare e non può essere utilizzato in certe applicazioni, il prodotto non ha queste limitazioni e, al contrario, può essere adoperato liberamente dalle industrie. È da circa due anni che attendiamo una definizione dei decreti EoW da parte del ministero dell’Ambiente ma ancora siamo a livello di bozze e non sappiamo quando verranno emanati.

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