In ricordo di Nanni Passerini

Presidente storico del circolo “Il Platano” di Carmagnola, Carignano, Villastellone (To) è venuto a mancare il 28 novembre. Una lettera di saluto dell’attuale presidente del circolo Giorgio Prino

In ricordo di Nanni Passerini

Caro Nanni,

Ti ho conosciuto nel 2012, quando alla ricerca di un’associazione che sapesse accogliere la mia voglia di partecipazione, sono entrato attivamente a far parte di Legambiente, di cui tu eri socio da sempre e presidente storico del circolo “Il Platano” nato nella tua Carignano ma che hai portato anche a Villastellone prima e Carmagnola poi.La prima sensazione è stata sicuramente quella dell’inclusione, dell’accoglienza, del far parte di un gruppo che sa fare ma ancor prima sa ascoltare, di un gruppo che sapeva fidarsi di te, della tua competenza e della tua cultura. Un gruppo che forse doveva ritrovare nuova linfa e nuove forze con cui ripartire, ma del quale hai saputo tener viva l’anima anche negli anni più difficili, con lucidità e visione.

Due ricordi speciali mi legano a te: certamente il mio primo Puliamo il Mondo, quello al Gerbasso, durante il quale ti sei dedicato all’attività concreta e non alla ricerca di visibilità, felice di vedere tanta gente che stava condividendo il tuo entusiasmo ed essendo esempio per tutti noi, con la tua voglia di confrontarsi, di approfondire, di capire e di fare. Non dimentico poi la nostra bella chiacchierata, quella davanti ad un caffè, informale ma così significativa; mi hai chiesto con affetto di sostituirti nel ruolo di presidente del circolo, confermando però la tua presenza, il tuo impegno, la tua volontà di rinnovare nel segno della continuità, la tua voglia di parlare di natura e di trasmettere la passione per l’ambiente.

Avevi la capacità, con garbo e semplicità, di leggere le situazioni; con dolcezza ricordiamo quando, dopo qualche bella serata fortunata anche nei numeri su lucciole, pipistrelli e civette, identificasti il successo con la presa sulle persone degli “animaletti notturni”. Anche in quest’anno segnato dalla malattia, nemica “antipatica” che non ti ha permesso di portare avanti tutti i progetti che avevi sognato, hai continuato ad essere un punto di riferimento importante. Fino all’ultimo hai voluto condividere con noi le tue idee, come il congresso sull’agricoltura nel nostro territorio, quell’agricoltura che tu soffrivi a veder “vittima” dell’imperante monocoltura del mais a discapito della biodiversità e che avresti voluto vedere “orto di Torino”.

Ti abbracciamo con queste belle parole, ascoltate nel momento del ricordo e del raccoglimento: San Francesco chiedeva che nel convento si lasciasse sempre una parte dell’orto non coltivata, perché vi crescessero le erbe selvatiche, in modo che quanti le avrebbero ammirate potessero elevare il pensiero a Dio, autore di tanta bellezza. Ecco questo eri tu e questo siamo oggi tutti noi grazie a te: persone capaci di vedere la bellezza e desiderose di volerla conservare per i figli e per i nipoti.