Ricordando Ilaria

A Roma la manifestazione che Legambiente Monteverde ha dedicato a Ilaria Alpi. Una giornata di sport, musica e giochi per chiedere verità e giustizia ICONA_recensioni La petizione
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Un sabato festoso di primavera. Una bella giornata di giochi, sport musica e integrazione. Tutto questo è stata la prima edizione di “Ricordando Ilaria”, la manifestazione che il circolo di Legambiente Monteverde “Ilaria Alpi” ha organizzato ieri a Roma, nella splendida cornice di villa Pamphilj, per tenere accesi i riflettori sull’uccisione della giornalista del Tg3 e del collega Miran Hrovatin avvenuta il 20 marzo 1994 in Somalia, a Mogadiscio.

“Questa giornata nasce dal nostra continua richiesta di giustizia per Ilaria e Miran – spiega Paola Di Prospero, presidente del circolo di Legambiente Monteverde – Abbiamo anche raccolto l’adesione di molte associazioni del territorio e di due scuole per tenere alta l’attenzione su questo caso”.

Centinaia di persone si sono avvicendate nello spazio allestito da Legambiente a villa Pamphilj, partecipando a una gara podistica, un incontro di yoga, la boutique del baratto, i giochi per bambini “Riciclo senza frontiere”, la piantumazione di un albero dedicato a Ilaria Alpi a cura del servizio giardini di Roma, la presentazione del progetto Grab, il grande raccordo anulare delle bici e dei progetti per la mobilità a esso colegati, presentazioni di libri e la performance musicale dell’Ecorchestra dell’Istituto Nelson Mandela.

 “Questa è solo l’ultima iniziativa dedicata a Ilaria e anche la più importante – aggiunge Paola Di Prospero – Ci siamo costituiti due anni e mezzo fa e come primo atto del circolo abbiamo rigenerato uno spazio verde vicino al liceo Morgagni con la piantumazione della “rosa Ilaria Alpi”, selezionata dal vivaista Davide Dalla Libera. Le nostre attività sono ovviamente dedicate all’educazione ambientale e alla corretta gestione dei rifiuti. Ma non smettiamo mai di impegnarci per ricordare l’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. E per chiedere la verità”.

Per un duplice omicidio che non trova ancora giustizia. La Procura di Roma a febbraio ha riacceso le speranze aprendo un’inchiesta contro ignoti per falso in atto pubblico, calunnia e favoreggiamento, dopo l’esposto presentato dalla mamma di Ilaria, Luciana Alpi. Una denuncia nata dalla sentenza con cui la Corte di Appello di Perugia aveva annullato la condanna a 26 anni di Hashi Omar Hassan, indicato come uno dei killer di Ilaria e Miran da un altro somalo, Ahmed Ali Rage, detto Gelle. Il presunto “supertestimone” ha ritrattato tutto, denunciando pressioni ricevute e promesse di denaro in cambio delle accuse fatte ad Hassan. Un episodio che ha dato anche più vigore a chi chiede verità. Legambiente e il Comitato di redazione del Tg3, hanno promosso infatti l’appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, affinché sia faccia il possibile per raggiungere la verità.

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