Riapre il Sentiero Italia

Dopo vent’anni, con la partenza a maggio di tre escursionisti, riapre il Sentiero Italia. Grazie al lavoro del Cai, il Belpaese torna a vivere un’avventura ad alta quota lunga 16 mesi / Intervista ad Antonio Moltani del Cai  Itinerari per tutti di F. ARDITO  La via di Francesco  Cammini di Calabria/ Andamento lento di S. VENNERI

Passo Costazza
Passo Costazza

Vent’anni dopo. Sostituite cappa e spada di Dumas con zaino e scarponi hi tech ed ecco i tre moschettieri: Yuri Basilicò, Giacomo Riccobono e Sara Furlanetto, pronti a far rivivere l’avventura del Sentiero Italia, caduto nell’oblìo dal 1999, ultimo anno in cui fu percorso da cima a fondo. Il primo maggio gli escursionisti daranno fuoco alle polveri a Muggia, a Trieste, incamminandosi in un viaggio ad alta quota che terminerà a Santa Teresa di Gallura, in Sardegna, dopo 16 mesi, compresa la pausa invernale, e 6.880 km percorsi.
Yuri, Giacomo e Sara hanno fondato l’associazione Va’ Sentiero con il preciso intento di «riportare alla luce un tesoro dimenticato». E se loro tre indossano i panni dei tre moschettieri, il D’Artagnan della situazione potrebbe essere il Club alpino italiano (Cai), che con i suoi volontari sta ripristinando l’intero tracciato (vedi box), o il Touring club, che con altri partner sostiene l’operazione. «Quando ne abbiamo scoperto l’esistenza ci siamo detti “Wow! Zaino in spalla e partiamo” – racconta Yuri Basilicò – Riflettendo abbiamo capito che era l’occasione che stavamo aspettando per un grande progetto. Non saremo viaggiatori solitari: l’idea è di farne una camminata inclusiva, secondo lo spirito dei fondatori del Sentiero Italia. Ogni tappa avrà 15 posti disponibili per chi vorrà camminare con noi. Iscrivendosi sul nostro sito si farà parte della spedizione, con un ruolo specifico assegnato, diventando ambasciatori del progetto: persone che arrivano, interagiscono, si danno il cambio. È un bel modo per far conoscere la montagna come un posto per tutti, con un approccio sostenibile». Le tappe del Sentiero Italia sono 368, ciascuna lunga 15-20 km. Il punto più alto è di 3.098 metri, in prossimità della Marmolada; il più basso è al livello del mare, in corrispondenza di partenza e arrivo e in altre località costiere come Santa Maria di Leuca, a Lecce, o Capo Passero, a Siracusa. Lo spirito sarà quello di dar vita a un viaggio festoso: «Ci aspettiamo due tipologie di eventi: spontanei nei piccoli borghi, con tavolate o bande di paese. Altri più strutturati li organizzeremo noi, sparsi lungo il tracciato, con musica e teatro per dare voce alle terre alte, che devono essere luoghi in cui tornare a vivere. In funzione di questo obiettivo vogliamo far conoscere le realtà locali virtuose, sfruttando il Sentiero Italia come espediente, perché è un percorso spettacolare per raccontare un pezzo del nostro Paese poco conosciuto e con un potenziale gigantesco».
Il reportage fotografico del viaggio sarà a cura di Sara Furlanetto. «Il Sentiero Italia, a livello personale, rappresenta in questo momento un rituale di passaggio. In senso più ampio lo vedo come un tesoro di cui dobbiamo sentirci responsabili tutti, dal pubblico al privato. Per il fatto che attraversa tutte le regioni, è un simbolo di unione, che esalta le differenze come pregio. È una via estremamente interessante per riconoscerci come Paese, e parlo in primis per chi in Italia ci vive». Furlanetto spiega che saranno tre i focus prevalenti, nella documentazione: il “volto” del Sentiero espresso nei luoghi e nelle persone che li abitano, il lato avventuroso dell’esperienza, la quotidianità del team in cammino.

 

 i tre ragazzi che rifaranno il Sentiero Italia
Giacomo, Yuri e Sara

Le tempistiche sono all’insegna della lentezza: percorrere l’arco alpino in primavera, fino a tarda estate, entrare in Appennino a settembre per arrivare nelle Marche a metà novembre, fermandosi a svernare fra Visso e Torre Arquata, nella zona terremotata. E ripartire all’inizio di marzo 2020 giù per la penisola, per finire a settembre nelle isole. «Credo che le maggiori difficoltà – dice Giacomo Riccobono – saranno fisiche e mentali. Si tratta di un viaggio lunghissimo, che non ci risparmierà momenti difficili. Per chi volesse aggregarsi e percorrere l’intero Sentiero Italia, l’aspetto fondamentale da tenere in considerazione è quello di essere autonomi! Non siamo un tour operator. È necessario partire con spirito di avventura, curiosità e con la voglia di “silenziarsi”, per mettersi in ascolto della montagna».
Riccardo Carnovalini, uno degli ideatori del Sentiero Italia, ricorda che il percorso nacque nel 1983 per essere inaugurato soltanto nel ’95, con la prima edizione di “CamminaItalia”. «Sono contento del progetto dell’associazione Va’ Sentiero, che darà molta visibilità allo sforzo operativo e insostituibile del Cai». Già collaboratore di Nuova Ecologia negli anni Ottanta, oggi a 62 anni Carnovalini ha intrapreso un cammino lungo un anno, in tutta Europa. «A differenza della Via Francigena, che va di moda, il Sentiero Italia è più faticoso, perché tutto in montagna, ma è in grado di ripagare molto. Se dovessi renderlo con un’immagine direi un tunnel verde. È come attraversare una grande, interminabile foresta. Questa operazione è un importante messaggio per un turismo nuovo, che porti alla creazione di piccole strutture ricettive in montagna. La mancanza di posti tappa, specialmente al Sud ma anche in alcune valli del Nord, era all’epoca il problema. Forse l’insuccesso fu dovuto proprio a questo, perché costringeva a portarsi uno zaino pesante, restringendo l’utenza».
Il Sentiero Italia è dunque un invito con una doppia finalità: alla lentezza, in gruppo, e alla velocità, in solitaria. È recente l’impresa realizzata nel 2017 da Lorenzo Franco Santin, escursionista friulano di 29 anni, che ha percorso 6.166 km in 114 giorni, tenendo una media di 54 km al giorno. «In realtà non so bene cosa volevo ottenere – dice Santin – Mi interessava mettermi alla prova». L’escursionista ha viaggiato con uno zaino di 9 kg, senza tenda, dormendo all’addiaccio e comprando provviste man mano. Il progetto di Va’ Sentiero si può sostenere tramite crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo.