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Reti di comunicazione ad alta velocità per i piccoli Comuni, l’impegno di Open Fiber

Innovazione e banda ultra larga. Open Fiber nasce con l’obiettivo di creare reti di comunicazione elettronica ad alta velocità su tutto il territorio nazionale cablando anche le piccole realtà locali, come quelli dei borghi italiani. Una sfida importante la vostra, come sta procedendo questo progetto sui territori?

foto di FalessiLa mission del progetto Open Fiber ha una duplice declinazione: realizzare una rete integralmente in fibra ottica con fondi propri nelle 271 città più densamente popolate; creare da concessionario una rete telematica pubblica in 7.635 comuni di tutte le 20 regioni italiane. Il programma nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato” procede a ritmo sostenuto: agli oltre mille cantieri già aperti, altri 2000 se ne aggiungeranno da qui alla fine dell’anno. Senza dimenticare che il servizio di connettività a 1 Gbps è già disponibile in 4 comuni pilota: Fino Mornasco (Como), Anguillara Sabazia e Campagnano Romano (Roma), San Giovanni La Punta (Catania).

 

Oggi una delle grandi scommesse territoriali ha al centro i borghi italiani sotto i 5mila abitanti. Che futuro immaginate per questi centri abitati?

I borghi hanno prioritariamente bisogno di opportunità. E le opportunità trovano terreno fertile laddove esistono e funzionano le infrastrutture, materiali e non. Grazie a un accesso a Internet ultra veloce e soprattutto stabile, le comunità dei centri più piccoli avranno modo di far fruttare attraverso l’ingegno le rispettive peculiarità. Quello di Open Fiber è del resto un progetto di piena e compiuta cittadinanza digitale: basti pensare ai vantaggi della telemedicina, con la connessione al web che si traduce anche in una sanità più efficiente e a misura di cittadino.

I piccoli comuni possono essere anche dei laboratori di innovazione, come dimostrano già alcune storie ed esperienze virtuose. Secondo lei, che ruolo può svolgere l’innovazione?  Come vede il “passaggio” da piccoli comuni a smart land?

Attraverso l’innovazione si definisce il futuro dei nostri territori. Va però sottolineata la necessità di non snaturare le vocazioni che ogni comprensorio esprime: inseguire il futuro senza volgere lo sguardo alla nostra essenza rischia di essere più un pericolo che un’opportunità. Sotto questo punto di vista, i piccoli comuni hanno una marcia in più come “custodi” di tradizioni e stili di vita in molti casi già ben armonizzati alla modernità. Il passaggio verso le Smart Land è quindi un obiettivo ultimo che deve unire le diverse componenti sociali, pena la marginalità senza ritorno di quei territori. Ancora più strategica è dunque la parità d’accesso a una infrastruttura capace di garantire eguali diritti digitali.

Questo week-end torna l’appuntamento in tutta la Penisola con Voler Bene all’Italia, la Festa dei piccoli comuni promossa da Legambiente e che vi vedrà impegnati a fianco dell’associazione ambientalista. Qual’è il messaggio che lancerete il 2 giugno?

Come finora evidenziato, l’iniziativa di Legambiente è in larga parte sovrapponibile alla mission di Open Fiber. Non ci è voluto quindi molto ad aderire e a fornire il nostro convinto supporto. Il messaggio che intendiamo lanciare ai cittadini, alle amministrazioni e in generale a chi vive i nostri piccoli comuni è di credere sempre più nelle proprie potenzialità e nella capacità di disegnare un futuro a dimensione delle rispettive comunità. A noi come azienda il compito, attraverso la realizzazione di una grande opera, di permettere il raggiungimento degli obiettivi che ogni territorio sarà in grado di tracciare. Obiettivi che messi insieme regaleranno a noi e alle future generazioni un Paese migliore e più moderno.

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