ReStartAlp: ecco i tre vincitori del 2018 per il rilancio della montagna

L’incubatore sociale d’impresa per le Alpi  e gli Appennini promosso da Fondazione Garrone ha scelto i giovani a cui assegnare i premi di start-up del valore complessivo di 60.000 euro

I premiati di RestartAlp

Giovani e montagna, un binomio su cui bisogna scommettere per ridare centralità alle nostre terre alte. In grado di reggere solo a patto che ci sia un altro elemento, il lavoro e la capacità di sviluppare nuova imprenditoria locale.

E’ questo l’obiettivo del lavoro di questi anni del progetto per Appennino e Alpi di Fondazione Edoardo Garrone dal bello slogan “Idee che muovono montagne”   che in questi giorni ha premiato la fine del percorso della terza edizione di ReStartAlp, l’incubatore d’impresa per il rilancio delle Terre Alte, promosso e organizzato Fondazione Edoardo Garrone e da Fondazione Cariplo, nell’ambito del programma intersettoriale AttivAree dedicato alle rivitalizzazione delle aree interne. Dei dieci ragazzi invitati a partecipare a un campus residenziale – quello del 2018 si è svolto a Premia, nelle alpi piemontesi – tre sono quelli che si sono aggiudicati i premi di startup, del valore complessivo di 60.000 euro.

Temi innovativi e appassionanti. Dal progetto “Future is Nature – Playground” per la riscoperta della natura attraverso attività ludiche per adulti, all’impresa “Vello d’oro” su economia circolare della lana legata all’agricoltura e il progetto “SAMBLOOM” che si concentra sulla coltivazione e la trasformazione del sambuco e di altre erbe officinali. Ad aggiudicarsi il primo premio di 30.000 euro Francesco Trovò (33 anni, Torino) con “Future is Nature – Playground”, un progetto in più fasi per la realizzazione, nell’area della Serra biellese, di un parco giochi che, attraverso attività ludiche, vuole avvicinare giovani e adulti alla riscoperta sensoriale della natura. Ha vinto il secondo premio, del valore di 20.000 euro, Chiara Spigarelli (28 anni, Udine) con “Vello D’oro”, impresa che si propone di trasformare gli scarti della lana ovina in teli per la pacciamatura, più funzionali di quelli in plastica, secondo una filiera corta e sostenibile. Terzo premio di 10.000 euro a Luisa Lodrini (32 anni, Brescia), che con SAMBLOOM intende sviluppare un progetto di ecoturismo esperienziale in valle Sabbia e successivamente dedicarsi alla gestione di piante spontanee autoctone presenti a margine del bosco, tra cui sambuco e altre erbe officinali, per creare prodotti alimentari e cosmetici.

“I nostri ragazzi sono lo specchio dell’evoluzione che l’imprenditoria giovanile sta avendo negli ultimi anni – ha commentato Francesca Campora, Direttore Generale di Fondazione Edoardo Garrone. – Spesso laureati e provenienti da una vita più cittadina che rurale, scelgono la montagna per avviare le proprie imprese in ambiti che spaziano dai servizi all’agroalimentare, dal turismo all’allevamento. Non è solo la ricerca di uno stile di vita più sostenibile ma è anche e soprattutto la consapevolezza di poter trovare, in montagna e nelle aree marginali, ampi spazi di sperimentazione e innovazione per concretizzare i propri progetti imprenditoriali come vero e proprio contributo al rilancio di quei territori. I nostri campus si inquadrano in questo panorama, dove l’impegno concreto del singolo e soprattutto delle reti imprenditoriali sono rivolte al recupero e alla valorizzazione delle Terre Alte italiane”.