Processo Resit, Legambiente: “Bene la conferma delle condanne”

Stefano Ciafani e Mariateresa Imparato, presidente nazionale e regionale dell’associazione ambientalista: “La rinascita della Terra dei Fuochi si pratica con la condanna dei responsabili di questo disastro ambientale ma anche con il risanamento delle aree avvelenate dalle ecomafie”

La discarica Resit

Legambiente accoglie con soddisfazione la notizia dell’esito del processo d’appello sulla discarica Resit, che ha confermato le condanne nei confronti degli imputati Cipriano Chianese e Gaetano Cerci.

“Bene la conferma delle condanne nei confronti degli imputati Cipriano Chianese e Gaetano Cerci, ras dell’ecocidio in Campania, le cui ‘gesta’ erano già state raccontate da Legambiente nel primo rapporto Rifiuti spa del 1994”, dichiarano in una nota Stefano Ciafani e Mariateresa Imparato, rispettivamente presidente nazionale e regionale di Legambiente. 

“Lo ribadiamo da tempo, la rinascita della Terra della Fuochi si pratica con la condanna dei responsabili di questo disastro ambientale ma anche con il risanamento delle aree avvelenate dalle ecomafie”, conclude la nota.

La Resit, la discarica di Giuliano di proprietà dell’imprenditore Cipriano Chianese, ha ingoiato negli anni circa un milione di tonnellate di rifiuti pericolosi. Si tratta di uno dei punti salienti dell’inchiesta che ha portato al processo che oggi, in secondo grado, ha visto la condanna dell’imprenditore noto come  il ‘re delle discariche’ a 18 anni, comminata dalla quarta sezione della Corte d’Appello di Napoli. Chianese dovrà anche risarcire le parti civili, vale a dire il Ministero dell’Ambiente, i Comuni di Parete e Giuliano e Legambiente.