venerdì 5 Marzo 2021

Acquista

Login

Registrati

Cobalto in Congo, mai più schiavi delle risorse

Buona parte del cobalto che dà vita ai nostri pc portatili si trova in Repubblica Democratica del Congo, dove ieri sono stati uccisi il nostro ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. Eppure, il Paese rimane uno dei più poveri del pianeta 

Dal mensile di febbraio – Dalla guerra per il petrolio e il gas a quella per i metalli che alimenteranno la produzione su larga scala di auto elettriche. Il futuro prossimo potrebbe riservare nuovi conflitti all’Africa, quelli per l’accaparramento di materie prime. E a pagarne il prezzo più caro continueranno a essere quei Paesi da cui queste risorse vengono estratte per essere poi saccheggiate dall’estero.  

Nella corsa al primato sul fronte della mobilità elettrica, lo scatto decisivo in Africa si consumerà in Repubblica Democratica del Congo (Rdc). Nell’Eldorado del cobalto, ovvero il minerale che alimenta le batterie ricaricabili agli ioni di litio da cui prendono vita i nostri smartphonetablet e computer portatili, negli ultimi anni sono scese in campo le grandi case automobilistiche, mettendo pressione anche ai pionieri del settore (Tesla su tutti). Ma come è già accaduto in passato, il rischio è che nelle mani della povera Rdc non rimanga nulla 

“Quelle stesse potenze che ora si dichiarano pronte a lottare per la verità in Congo e affinché si fermino le violenze di oggi sono esse stesse parte di questi crimini”- John Mpaliza

Risorse da spartire

Per John Mpaliza, cittadino italiano di origine congolese, promotore nel 2019 in Italia della marcia “Restiamo umani”, è un destino dal quale la sua terra difficilmente riuscirà a sottrarsi. Perché al netto delle promesse di sostegni più mirati da parte della comunità internazionale, e dell’intenzione dell’Unione Africana di porre lo sviluppo sostenibile del continente in cima alle priorità dell’Agenda 2063 dell’Unione Africana, vista da fuori l’Africa continua ad apparire come “una magnifica torta da spartire”, volendo citare le infelici parole di Re Leopoldo II del Belgio, padrone del Congo dal 1885 al 1908. 

«Dove guadagni non puoi augurarti che cambino le cose», sentenzia John Mpaliza, la cui voce si è fatta spesso sentire negli ultimi mesi nel dibattito sull’istituzione di un tribunale penale internazionale per i crimini di guerra e contro l’umanità che tra il 1993 e il 2003 in Rdc causarono la morte di circa sei milioni di persone e centinaia di migliaia di sfollati. «Quelle stesse potenze che ora si dichiarano pronte a lottare per la verità in Congo e affinché si fermino le violenze di oggi sono esse stesse parte di questi crimini – spiega – Basta guardare ai carichi di minerali che i militari della missione di pace dell’Onu (MonuscoMission de l’Organisation des Nations unies pour la stabilisation en République démocratique du Congondr) fanno uscire illecitamente dal Paese. Ma il Congo non ha solo risorse minerarie. I nostri terreni sono fertili e oltre che per le coltivazioni intensive, su cui stanno puntando i Paesi europei e la Cina, possono essere utilizzati per molte altre cose. Senza dimenticare che la foresta pluviale del bacino del Congo assorbe quantità enormi di anidride carbonica, e bisogna difendere questo polmone verde che, dopo quello dell’Amazzonia, è il secondo più grande del pianeta». 

Sul totale globale, il 60% del cobalto è prodotto in Repubblica Democratica del Congo

Mercato unico africano

La sfida dei prossimi anni per la Rdc, e in generale per tutta l’Africa, è dunque cambiare il proprio destino e non essere più schiava delle sue risorse. «Sarebbe utopico pensare che da ora in avanti nessuno prenderà il nostro cobalto  conclude Mpaliza  Ma è il momento di darsi da fare: i governanti dei Paesi africani devono unirsi per creare quel mercato unico africano necessario a trasformare le materie e vendere poi all’estero il prodotto finito o semifinito. È qui che dobbiamo arrivare. Così gli altri non prenderanno e basta, come hanno già fatto con il petrolio». 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

SOSTIENI IL MENSILE

Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

Articoli correlati

Berta Caceres, cinque anni in cerca di verità e giustizia

Avrebbe compiuto 50 anni ieri la leader indigena assassinata nel 2016 da un gruppo armato. A 5 anni dalla sua “semina” tante le iniziative lanciate dal Copinh. Come #unalberoperlavita, in memoria di chi è stato ucciso nel mondo per difendere ambiente e beni comuni

Città e mobilità sostenibili: il motore per il rilancio del Paese

Dall’8 marzo al 10 aprile la campagna di Legambiente 'Clean Cities: ripartiamo dalle città' per accelerare le politiche locali verso la transizione ecologica. Un viaggio di 14 tappe per una mobilità più sicura, più elettrica e più condivisa

Ambiente, Cingolani: “La transizione ecologica sia globale e antropologica”

Intervenuto alla Conferenza preparatoria della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile il ministro della Transizione Ecologica ha illustrato le sfide che il nuovo dicastero dovrà affrontare: “La visione è globale, ma le soluzioni devono essere innestate nel tessuto locale”

Seguici sui nostri Social

16,645FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Pnrr, Pefc Italia: “Cruciali gli investimenti nel settore del legno e delle foreste”

Investire nei materiali di origine legnosa per gli edifici, puntare sullo stoccaggio di CO<sub>2</sub> per contrastare la crisi climatica e incentivare la gestione attiva di boschi e foreste. Sono queste alcune proposte che Pefc Italia, ente promotore della gestione sostenibile delle foreste, avanza in occasione della revisione della prima bozza del Pnrr

Italiana Coke condannata dal Consiglio di stato ad adeguare l’impianto della Val Bormida

L'azienda impegnata nella distillazione di carbone fossile di importazione dovrà attenersi alle prescrizioni previste dall’Autorizzazione integrata ambientale. Soddisfatta Legambiente Liguria: “Servono garanzie rispetto alla gestione e al sostegno dei costi di bonifica del sito perché troppo spesso questi sono rimasti a carico del pubblico”

Anagni, tramonta l’idea di un parcheggio nell’area archeologica di Piscina

Con la delibera di Giunta del 16 febbraio scorso l’amministrazione comunale ha definitivamente abbandonato l’idea. Rita Ambrosino, presidente di Legambiente Anagni: “Soddisfatti di questa decisione”

Fukushima 10 anni dopo. Il nuovo numero di Nuova Ecologia

Si intitola "Uscita di sicurezza" il numero di marzo del mensile dedicato al nucleare e al deposito di rifiuti radioattivi che dovrà essere realizzato in Italia. Oggi alle 11.30 la presentazione in diretta sulle pagine Facebook di Legambiente e La Nuova Ecologia e su lanuovaecologia.it

Nessuna transizione senza trasformazione

Editoriale del direttore Francesco Loiacono al numero di marzo della Nuova Ecologia
Ridimensiona font
Contrasto