“Rendete pubblico il piano di emergenza nucleare”

Taranto è fra i porti italiani che possono accogliere naviglio a propulsione atomica. Peacelink denuncia il “rischio incidente rilevante” e chiede al prefetto di fornire alla popolazione e agli enti locali un’informazione esaustiva in materia / “Prima del deposito nazionale per le scorie, serve un programma di gestione dei rifiuti radioattivi”

Un'immagine panoramica del porto Taranto

Peacelink chiede al prefetto di Taranto, Donato Cafagna, di rendere pubblico il piano di emergenza nucleare previsto dalla normativa vigente e di fornire alla popolazione e agli enti locali un’informazione esaustiva in materia. “In base al piano di emergenza per le navi militari a propulsione nucleare – sottolinea l’associazione ambientalista – elaborato dalla presidenza del Consiglio dei ministri nel 1995, fra i porti italiani che possono accogliere naviglio a propulsione nucleare viene menzionato anche il porto di Taranto”.

Il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, “prevede inoltre che lo Stato provveda alla tutela delle popolazioni potenzialmente esposte al rischio di incidenti negli impianti nucleari delle varie tipologie mediante la predisposizione di specifici piani di emergenza (art 115). Detto obbligo sussiste in caso di incidenti su naviglio a propulsione nucleare in aree portuali”.

Peacelink invita il prefetto a disporre “per la protezione della tiroide la distribuzione di confezioni di ioduro di potassio​ e di istruzioni circa il loro uso in caso di incidente nucleare” e a chiedere “l’esclusione di Taranto dai porti a rischio nucleare nel caso non vi sia transito di unità a propulsione nucleare o che chieda comunque l’esclusione in quanto non a norma rispetto al dlgs 230/95 e strutturalmente inidonea in quanto già dichiarata città ad alto rischio di crisi ambientale”.

A Bruxelles, ha detto in una conferenza stampa il presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, viene “distribuito un opuscolo dal titolo: ‘Sapete cosa fare in caso di incidente nucleare?’ e sul cellulare arrivano istruzioni in caso di emergenza nucleare: basta registrarsi al sito apposito. Inoltre, ogni cittadino riceve gratuitamente le sue compresse di ioduro di potassio​. Perché in Italia no?”.