mercoledì 25 Novembre 2020

Regno Unito, Johnson punta alla svolta verde con il nuovo decalogo green

Investimenti per 12 miliardi, con la speranza di 250mila posti di lavoro. Il primo ministro: “La ripresa del pianeta deve andare avanti”

Il Primo Ministro Boris Johnson ha annunciato un ambizioso piano in dieci punti per una rivoluzione industriale verde che permetterà al Regno Unito di procedere nella lotta al cambiamento climatico e limitare il contributo del Paese entro il 2050. Per questo piano, che creerà fino a 250 mila posti di lavoro, il governo ha stanziato 12 miliardi di sterline. Il primo ministro ha così assunto la leadership del Regno Unito in materia di cambiamenti climatici.

I dieci punti sono costruiti attorno ai punti di forza del Regno Unito:

  • L’eolico offshore: produrre energia dalle pale eoliche offshore per alimentare ogni casa, quadruplicando la produzione a 40GW entro il 2030;
  • Idrogeno: lavorare con l’industria con l’obiettivo di generare 5GW di capacità di produzione di idrogeno a basso contenuto di carbonio entro il 2030 per l’industria, i trasporti, l’energia e le case, sviluppando la prima città riscaldata interamente a idrogeno entro la fine del decennio;
  • Nucleare: promuovere il nucleare come fonte di energia pulita, attraverso il nucleare su larga scala e lo sviluppo della prossima generazione di reattori piccoli e all’avanguardia, che potrebbero generare 10 mila posti di lavoro;
  • Veicoli elettrici: porre fine alla vendita di nuove auto e furgoni a benzina e diesel entro il 2030 – dieci anni prima del previsto – mettendo in circolazione auto ibride e trasformare le infrastrutture nazionali del Regno Unito per supportare meglio i veicoli elettrici. Questo metterà il Regno Unito sulla strada giusta per essere il primo paese del G7 a decarbonizzare il trasporto su strada;
  • Trasporto pubblico, biciclette e spostamenti a piedi: rendere più attraenti gli spostamenti in bicicletta e a piedi e investire nel trasporto pubblico a emissioni zero del futuro;
  • Jet Zero e marittimo più verde: incentivare le industrie a diventare più verdi attraverso progetti di ricerca per aerei e navi a emissioni zero;
  • Case ed edifici pubblici: rendere le abitazioni, le scuole e gli ospedali più ecologici, più caldi e più efficienti dal punto di vista energetico, creando al contempo 50 mila posti di lavoro entro il 2030, e l’obiettivo di installare 600 mila pompe di calore ogni anno entro il 2028.
  • Cattura del carbonio: diventare leader mondiale nella tecnologia per catturare e immagazzinare le emissioni nocive lontano dall’atmosfera, con l’obiettivo di rimuovere 10MT di anidride carbonica entro il 2030, equivalente a tutte le emissioni prodotte dalla zona industriale di Humber;
  • La natura: proteggere e ripristinare il nostro ambiente naturale, piantando 30 mila ettari di alberi ogni anno, creando e mantenendo migliaia di posti di lavoro;
  • Innovazione e finanza: sviluppare le tecnologie all’avanguardia necessarie per raggiungere queste nuove ambizioni energetiche e fare della City di Londra il centro globale della finanza verde.

“Anche se quest’anno ha preso una strada molto diversa – ha dichiarato Johnson – da quella che ci aspettavamo, il Regno Unito guarda al futuro e coglie l’opportunità di tornare ad essere più verde. La ripresa del nostro pianeta e delle nostre economie può e deve andare avanti”.

Per raggiungere questi obiettivi, il Primo ministro ha annunciato investimenti significativi, come 1,3 miliardi di sterline per accelerare l’introduzione di punti di ricarica per i veicoli elettrici nelle strade e sulle autostrade, 582 milioni di sterline per coloro che acquistano veicoli a zero o a bassissime emissioni, quasi 500 milioni di sterline da spendere nei prossimi quattro anni per lo sviluppo e la produzione su larga scala di batterie per veicoli elettrici e 20 milioni di sterline per un concorso per lo sviluppo di tecnologie marittime pulite.

Questo passo segna l’inizio del percorso del Regno Unito verso lo zero netto di emissioni, con ulteriori piani per la creazione di posti di lavoro da seguire nel corso del prossimo anno, in vista del summit internazionale sul clima COP26 di Glasgow che il Regno Unito ospiterà in partnership con l’Italia.

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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