giovedì 16 Settembre 2021

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Referendum, le Regioni lanciano la volata

 

conferenza

«Abbiamo già vinto una sfida importante: nel nostro Paese si parla finalmente di petrolio e di gas, e di tutti i rischi che conseguono al loro utilizzo”. Con queste parole Piero Lacorazza, Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, ha aperto la conferenza stampa dedicata al referendum del 17 aprile sulle trivellazioni nei nostri mari tenutasi oggi nella sede romana della Regione Veneto. Tra i relatori, rappresentanti delle Assemblee legislative delle nove Regioni promotrici della consultazione, del Comitato nazionale “Vota Sì per fermare le trivelle” e di realtà associative e culturali. «Dobbiamo dare dei numeri importanti: sono cinquantamila i volontari che hanno preso parte alla campagna referendaria, cinquantamila gli studenti fuori sede che hanno chiesto di votare e circa 400 le radio e le tv locali che abbiamo coinvolto in queste ultime due settimane – ha proseguito Lacorazza – Sono numeri che ci dicono che nelle prossime ore tutto è possibile. Crediamo che quest’ultima spinta possa servire a indirizzare il Paese verso l’abbandono progressivo delle fonti fossili e verso l’impiego delle energie rinnovabili e gli investimenti in efficienza energetica”.

«Andare a votare è un atto di legittima difesa del nostro territorio», ha aggiunto, Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto, che ha sottolineato l’importanza di andare a votare «per difendere il nostro mare, il turismo e il settore della pesca». Dello stesso avviso, Francesco Emilio Borrelli, Consigliere regionale delegato della Campania. «Dobbiamo tornare a pensare al nostro Paese – ha detto – Oggi i Consigli regionali hanno la forza e il coraggio di difendere uno dei beni più preziosi dell’Italia: il mare e tutto ciò che ne deriva dal punto di vista economico e sociale». Sullo sfondo degli interventi e dei richiami al voto gli impegni assunti alla conferenza sul clima di Parigi. «Il 22 aprile a New York si firma l’accordo di Parigi secondo il quale dobbiamo adottare strategie per contenere il riscaldamento globale entro 1,5 C – ha ricordato Mariagrazia Midulla, Wwf Italia – A febbraio la temperatura media globale è stata di 1,35 C superiore alla media. È chiaro che la situazione è molto grave, eppure noi continuiamo a rimandare la soluzione del problema. Gli scienziati ci dicono che l’80% dei combustibili fossili deve rimanere sotto terra se vogliamo essere in grado di affrontare questa emergenza planetaria. Abbiamo bisogno quindi di maggiore coerenza da parte di tutti i governi rispetto agli impegni assunti a Parigi».

«Delle 90 piattaforme che sono oggi nel mare italiano 48 non sono più eroganti entro le 12 miglia –ha spiegato in conferenza Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – Quindi l’estrazione in mare di gas e petrolio non è più un’attività strategica e di punta, ma sta subendo una riduzione. Questo referendum serve a mettere la parola fine alle trivellazioni, da qui a quando scadranno le concessioni, ma soprattutto a iniziare a fare interventi di bonifica e ripristino dei luoghi al momento della cessazione di queste attività». In un paese in cui mancano norme a favore, invece, delle rinnovabili. «Oggi potremmo avere una produzione di biometano elevata ma nel nostro Paese è vietato immettere in rete il biometano – ha aggiunto Zampetti – Potremmo avere uno sviluppo di fonti rinnovabili enorme grazie all’autoproduzione, ossia alla possibilità di generare energia e di scambiarla tra aziende, comuni e privati, ma in Italia non è possibile. Questo referendum serve a dare un segnale forte contro le fonti fossili, indispensabile per sviluppare le rinnovabili».

Annunciato, nel corso della conferenza, anche il prossimo passo della campagna referendaria. «Domani a Piazza del Popolo si terrà un flash mob a chiusura della campagna romana – ha annunciato Maria Maranò, presidente del Comitato “Vota Sì per fermare le trivelle”. «Questa campagna – ha aggiunto Maria Maranò – è stata lampo e ostacolata, ma allo stesso tempo anche entusiasmante e partecipata: scienziati, imprenditori e personaggi della cultura e dello spettacolo sono scesi in campo a favore del Sì». A chiudere la conferenza, Michele Emiliano, Presidente della Giunta regionale della Puglia. «Del quesito referendario sul quale andremo a votare è stato detto che è inutile e superfluo – ha ricordato Emiliano – Io ringrazio il Presidente della Corte costituzionale che ha affermato che il voto è un dovere e che l’astensione non è un’opzione. L’astensione è infatti in contrasto con il principio costituzionale della doverosità del voto e della partecipazione alla vita politica del Paese».

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