Rapporto Ispra 2018: è Brescia la città con l’aria più inquinata d’Italia

La città lombarda ha registrato il maggior numero di sforamenti dei valori giornalieri di PM10, seguita da Torino e Lodi. A Viterbo, invece, le performance migliori

Un'immagine di Brescia avvolta nello smog

Sono 19 le città italiane che hanno registrato valori giornalieri di PM10 (polveri sottili con diametro uguale o inferiore a 10 micrometri, ndr) oltre la norma al 10 dicembre 2018. Lo rivela l’edizione 2018 del Rapporto Ispra-Snpa ‘Qualità dell’ambiente urbano’, che ha elaborato i dati emersi dai monitoraggi effettuati in 120 città e 14 aree metropolitane, dedicando quest’anno un focus alle esperienze innovative.

Il Rapporto è stato presentato questa mattina a Roma nella Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani al Senato dal presidente dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Stefano Laporta, e dal direttore generale di Ispra, Alessandro Bratti.

Maglia nera a Brescia

Ad aggiudicarsi la maglia nera è Brescia, con ben 87 giornate in cui sono stati sforati i valori giornalieri di PM10 consentiti. Seguono Torino e Lodi con 69 giorni. Meglio di tutti, invece, Viterbo che non ha mai oltrepassato il limite. In generale, nel 2017 il valore limite annuale per l’NO2 (biossido di azoto) è stato superato in almeno una delle stazioni di monitoraggio di 25 aree urbane, si sono poi registrati più di 25 giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine per l’ozono in 66 aree urbane su 91 per le quali erano disponibili dati e il superamento del valore limite annuale per il PM2,5 (25 µg/m³) in 13 aree urbane su 84.

Ma i segnali positivi non mancano

Non mancano comunque segnali positivi. Il trend delle concentrazioni di PM10, PM 2,5 (polveri sottili con diametro inferiore o uguale a 2,5 micrometri, ndr) e NO2 (biossido di azoto, ndr) è infatti in diminuzione e le emissioni di PM10 primario, prodotto da riscaldamento domestico e trasporti, ma anche da industrie e altri fenomeni naturali, diminuiscono del 19% in dieci anni, passando dalle 45.403 tonnellate (Mg) nel 2005 alle 36.712 tonnellate (Mg) del 2015.

Altra notizia positiva per le aree urbane italiane è la crescita dello sharing mobility, con un aumento di piú del doppio del numero di vetture in condivisione in un solo triennio (2015-2017). L’83% delle 48mila unità messe su strada lo scorso anno sono biciclette, il 16% automobili e l’1% scooter.

“Aspettiamo la rettifica dell’Ispra”

“In queste ore, a seguito della pubblicazione del rapporto Ispra sull’Ambiente urbano, alcuni organi di stampa stanno diffondendo la notizia che Brescia è maglia nera in Italia per la qualità dell’aria. Il dato non corrisponde a realtà”. Lo scrive in una nota il Comune di Brescia dopo la pubblicazione del rapporto Ispra, che sottolinea come quella lombarda sia la peggior città per concentrazione di Pm10 nell’aria. “Analizzando il rapporto si legge, infatti, che la città, nel 2017, non è stata la peggiore in Italia per quanto riguarda la concentrazione di Pm10, mentre il dato del 2018, diffuso anche in una nota stampa da Ispra, si riferisce alla sola centralina di Rezzato (aggiornato al 10 dicembre) e non prende in considerazione le centraline poste sul territorio del Comune di Brescia” recita ancora la nota dell’amministrazione comunale. “Dal Piano regionale Inquinamento Atmosferico della Regione Lombardia si evince molto chiaramente come Brescia non sia, e non sia mai stata dal 2002 al 2017, la città maglia nera in Lombardia, e quindi anche in Italia, per la qualità dell’aria. Il Comune ha già contattato Ispra chiedendo di rettificare la notizia, al fine di non fornire un quadro inesatto della situazione e lesivo dell’immagine della nostra città”.

pubblicato il 19 dicembre 2018 alle 11.10
aggiornato il 20 dicembre 2018 alle 16.30

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