Racconti d’estate

La testimonianza. Un viaggio nel sud della Francia. Cinque giorni in Camargue e Provenza in battello e in bici di turismo, lento, possibile anche in questo strano 2020

gruppo Legambiente in viaggio in Provenza e Camargue
LA TESTIMONIANZA di MAURIZIO SAVIOLI, presidente circolo Legambiente APS di Piove di Sacco

Nella stesura delle nostre attività escursionistiche per il 2020 avevamo programmato, per il periodo 25-31 luglio un giro – tramite il tour operator GiroLibero di Vicenza – nel Sud della Francia in Camargue e Provenza.

L’arrivo del coronavirus ha bloccato tutti i nostri giri a partire dal mese di marzo. Con l’attenuarsi dell’epidemia, e delle conseguenti norme restrittive, abbiamo valutato minuziosamente la possibilità di fare questo giro perché le modalità di svolgimento ci permettevano di applicare le norme di “attenzione sulla sicurezza” (un gruppo di 20 partecipanti, viaggio andata/ritorno in Francia con un pullman da 50 posti, pernottamento in battello dove si consumavano anche cene e colazioni, pranzi a sacco, spostamenti solo in bicicletta e battello).

Così il 15 luglio, analizzate anche le disposizioni antivirus applicate dalla Francia, abbiamo deciso di intraprendere il viaggio anche per dare un segnale che, attuando attenzione e senso civico, alcune attività ecoturistiche si possono effettuare in piccoli gruppi ed in sicurezza.

È stata però un’amarezza riscontrare, lungo le autostrade percorse, di essere l‘unico pullman in viaggio (abbiamo incontrato solo alcuni flixbus)!! Questo fa pensare quanto tempo ci vorrà ancora perché il settore turistico possa riprendere appieno la sua attività.   
In cinque giorni abbiamo percorso 230 km in bicicletta e altri in battello, partendo dalla cittadina di Aigues-Mortes, toccando poi altre cittadine come: Arles, Saint Gilles, Vallabrègues, Les Baux de Provence, Saint Rèmy de Provence, Barbentane, Aramon ed infine Avignone. Siamo passati dagli stagni salati della Carmargue con i suoi bianchi cavalli, fenicotteri, vitigni del Vin de Sable che crescono direttamente sulla sabbia ai paesaggi della Provenza che sembrano dipinti, girasoli e cipressi, vigneti, colline. Una Francia, punto di sutura tra Italia e Spagna, che nelle sue diverse forme ricorda forse la nostra Toscana.

Infine seguendo il percorso del Rodano siamo entrati nella Città di Avignone che preserva un centro storico antico e molto caratteristico che culmina nella piazza del Palazzo dei Papi. La città è famosa anche per il suo ponte (di cui rimane in piedi solo la metà). In Provenza abbiamo trovato la presenza di vari monumenti di epoca romana: anfiteatro e colosseo ad Arles, acquedotti come quello del Pont-du-Grad con le sue imponenti architetture (è quello meglio conservato d’Europa), quindi ci siamo immersi anche nel periodo storico di 2000 anni fa. L’insegnamento che possiamo trarre da questo giro è che, parafrasando il bellissimo slogan “un altro mondo è possibile”, in “un altro turismo è possibile” nonostante la presenza del coronavirus. E sull’avvio di un nuovo modo di fare turismo la nostra Associazione può mettere in campo esperienze e capacità, come con la guida “vacanze italiane” per il 2020 promossa insieme al Touring Club.
Se riusciamo a promuovere nuove modalità di un turismo “lento e sostenibile” (a piedi, in bici, in barca, etc.) sarà un grande tassello per quella “Rievoluzione ambientale” che ci vede impegnati.

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