Raccolta differenziata e design: quando l’abito fa anche il monaco

Design e raccolta differenziata possono e devono andare d'accordo. L'intervista a Davide Nardi – Market Manager di Brabantia Italy

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Nel 1969 lo psicologo statunitense Philip Zimbardo condusse un esperimento di psicologia sociale abbandonando due automobili identiche rispettivamente nel Bronx,  difficile quartiere di New York, e a Palo Alto, ricca città della California.

Quella abbandonata nel Bronx cominciò ad essere presa di mira in poche ore: venne rubato ciò che era di valore e distrutto il resto. Al contrario, l’automobile abbandonata a Palo Alto rimase illesa. Istintivamente si sarebbe portati ad attribuire la colpa alla povertà degli abitanti del Bronx, ma Zimbardo proseguì l’esperimento. Dopo una settimana i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura a Palo Alto e in breve tempo anche quell’automobile venne completamente distrutta. Tale esperimento diede il via a quella che verrà poi definita “teoria della finestra rotta”: anche in una situazione di benessere economico, ciò che è rovinato perde di valore e merita di essere distrutto e vandalizzato. 

Questo atteggiamento è in realtà una costante del comportamento umano e riguarda il rapporto con tutta la cosa pubblica, compresi gli oggetti che gettiamo nella spazzatura. 

Proprio su questo tema, con particolare attenzione ai rifiuti, ha lavorato anche Jennifer Argo, professoressa di marketing presso l’Alberta School of Business. Nei suoi studi afferma che le persone sono psicologicamente portate a credere che i prodotti danneggiati o non integri, come carta strappata o lattine ammaccate, siano oggetti ormai inutili, e che quindi non abbiano più un valore e vadano cestinati anziché riciclati. 

La bellezza e il valore intrinseco percepito degli oggetti sono quindi sempre determinanti. L’integrità, l’eleganza e il design sono decisivi per ispirare rispetto e invogliare i cittadini a fare il proprio dovere, a rispettare le regole. Finché una città sarà sporca e con rifiuti abbandonati attorno ai cassonetti, nessuno sarà invogliato a fare una corretta raccolta differenziata. 

Come in strada, anche in casa, la raccolta differenziata deve essere fatta correttamente e con gli strumenti giusti: accatastare plastica, cartoni e altro in un angolo del balcone, non fa che rendere detestabile un’operazione che finisce solo col rendere invivibili angoli dell’appartamento. Proprio per questo, nel settore operano da anni in Italia aziende che producono pattumiere che inserirsi anche in case costruite con rigidi criteri di bellezza e design, capaci quindi di ridare dignità ad un’operazione, quella del conferimento dei rifiuti differenziati, che deve ormai essere naturale alla stregua dell’accensione della televisione. 

Per poter ragionare meglio della questione, abbiamo incontrato Davide Nardi – Market Manager di Brabantia Italy – azienda che, ormai da un secolo, produce oggetti e pattumiere di design per la casa. 

Rifiuti, riciclo e design, un connubio possibile?

Davide Nardi
Davide Nardi

Certo! Tanto che noi abbiamo coniato uno slogan che riassume proprio questo concetto: “Make Waste Beautiful” ovvero trasformare una “semplice” pattumiera in un vero e proprio complemento d’arredo, un oggetto di design che possa avere la propria “dignità” all’interno della cucina anche per la raccolta dei rifiuti. Emblema di questo concept è, ad esempio, il nostro modello Bo Touch Bin, la prima pattumiera con le “gambe”. Disponibile con 1, 2 o 3 contenitori interni per la raccolta differenziata, grazie al suo design innovativo coniuga bellezza, funzionalità e sostenibilità: infatti, oltre a essere nata per riciclare, terminato il suo ciclo di vita, è riciclabile sino al 98%.

La pattumiera è sempre stato un oggetto da nascondere, così come il suo contenuto, ma oggi c’è una maggiore consapevolezza sulla corretta gestione dei rifiuti che possono diventare una risorsa per il pianeta: questa consapevolezza ha portato alla diffusione della raccolta differenziata domestica e di conseguenza a nuove esigenze di spazio. A questo va aggiunto che il crescente processo di urbanizzazione ha portato a case sempre più piccole e alla necessità di gestire diverse tipologie di spazio. Ecco perché la pattumiera deve ritagliarsi il proprio spazio all’interno della cucina ed è fondamentale che sia un bell’oggetto di design. 

Rendere una pattumiera “bella” può essere importante secondo lei anche per invogliare a effettuare una corretta raccolta differenziata? 

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Affinché una buona pratica diventi una consuetudine è importante che un prodotto o un accessorio siano anche piacevoli da utilizzare e quindi non solo esteticamente belli, ma anche funzionali. Un prodotto che sia solo bello non è sufficiente, il consumatore vuole una soluzione comoda che lo aiuti a gestire la raccolta differenziata in modo semplice. In questo caso il design non è fine a se stesso, ma è funzionale al prodotto che, essendo bello, può essere lasciato in vista in cucina e quindi a portata di mano per gettare i rifiuti.

Per la vostra azienda questo è il centesimo anno sul mercato. Vi siete sempre occupati di questo settore? Quali sono stati i vostri più grandi risultati? 

Brabantia è stata fondata in Olanda nel 1919 e ancora oggi è di proprietà della stessa famiglia fondatrice, quindi è a tutti gli effetti una Family Company. Tutto è iniziato con la produzione di articoli in acciaio come bidoni per il latte, innaffiatoi, imbuti, etc.  La passione e l’attenzione per il riciclo è nelle nostre radici: nell’immediato dopoguerra la produzione si convertì nel riciclo e recupero di vecchie lattine di latte condensato utilizzato dai militari in tazze. Abbiamo creato la prima pattumiera a pedale nel 1955 e da allora è stata un successo sempre crescente. Basti pensare che da allora a oggi ne sono stati prodotti oltre 60 milioni di pezzi.

Progetti per il futuro? 

Img 0552Brabantia è focalizzata su quattro categorie merceologiche: la raccolta dei rifiuti, il piacere della cucina, la cura per la lavanderia e il mondo del bagno. Presentiamo costantemente novità, con due lanci di prodotto l’anno. A breve sarà presentata una nuova versione di Bo Pedal Bin da 60 litri e da 2 x 30 litri con apertura a pedale ammortizzata. Sempre in tema di raccolta differenziata, la linea Sort & Go, soluzione modulare per la raccolta differenziata che può essere anche appesa a muro, avrà un nuovo elemento con una capacità inedita di 3 litri per ottimizzare la raccolta dei rifiuti organici in cucina.

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