martedì 1 Dicembre 2020

Quattro anni dal sisma, “Alleva la Speranza” fa ripartire l’economia locale

Immagine dei danni causati dal Terremoto ad Amatrice

Quattro anni fa il “cuore verde” dell’Italia si è fermato, colpito da un sisma che nel 2016 e poi nel 2017 ha colpito il Centro Italia. Oggi, dopo quattro anni e il fermo legato al lockdownarrivano alcuni segnali positivi per i lavori di ricostruzione delle zone terremotate. Lo testimonia il numero di richieste da parte delle imprese al sistema delle Casse Edili del Durc di congruità (il documento che certifica la regolarità contributiva e la congruità della manodopera utilizzata in rapporto al valore delle opere da eseguire). A fine luglio 2020 le richieste sono state oltre 340, per un costo dichiarato di manodopera di oltre 11milioni di euro, contro le 110 circa richieste di febbraio 2020 e tre milioni di costo della manodopera dichiarati. (Dati dell’Osservatorio Sisma di Legambiente e Fillea Cgil).

L’auspicio è che in autunno i segnali positivi per ridare fiducia alle popolazioni colpite aumentino. La ricostruzione fisica degli edifici però non può bastare per contrastare lo spopolamento di questi territori, messi a dura prova dal sisma e dall’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Serve un forte e diffuso impegno per rilanciare e rivitalizzare l’economia, puntando sullo sviluppo sostenibile locale, valorizzando le grandi potenzialità e ricchezze del territorio. In queste aree, secondo l’Atlante dell’Appennino realizzato nel 2018 dalla Fondazione Symbola, è presente quasi 1 milione di imprese, il 17,2% del totale nazionale, attive principalmente nel commercio, nell’agricoltura, nella silvicoltura e pesca, nelle attività manifatturiere, nel turismo e nella ristorazione.

In questi quattro anni, un primo e forte segnale di rinascita è arrivato proprio dal basso, in particolare da tanti allevatori e allevatrici, agricoltori e apicoltori che non si sono mai fermati. Giovani donne e uomini che Enel e Legambiente sostengono con la campagna di crowdfunding Alleva la speranza attiva sulla piattaforma PlanBee. Un contributo concreto per sostenere l’economia locale e aiutare le famiglie, e soprattutto i giovani, a ricostruire il futuro della propria terra.

I progetti coinvolti sono tanti: come quello della 34enne Valentina Capone di Amatrice (Ri), che nella sua azienda alleva vitelli, coltiva farro e patate, ma soprattutto ha investito sull’apicoltura, la sua grande passione. Oggi Valentina produce un miele di alta qualità, che si è classificato al primo posto per due anni di seguito nel concorso “Grandi mieli millefiori della provincia di Rieti. La stessa passione per la propria terra caratterizza un altro giovane allevatore, sostenuto da Alleva la speranza: Simone Vagni di Cascia (PG) che nella sua azienda, oltre a gestire un allevamento di mucche, produce zafferano, cereali, foraggi, legumi, farro. Tutto rigorosamente bio.

Storie molto simili, d’impegno e di tenacia, sono quelle che arrivano da Acquasanta Terme (Ap) dove Angela Catalucci ha un allevamento di pecore, mucche e vitelli e produce formaggio pecorino. E dalla Valle Castellana, in provincia di Teramo, dove Massimo Pierascenzi si occupa, con la sua azienda, di attività di manutenzione e pulizia dei terreni coltivati, produce patate, farro, coltiva prati ad erbario e ha un castagneto con 200 piante di marroni. Prima del terremoto aveva anche un allevamento suino e bovino, ma dopo il crollo del fienile ha dovuto fermare l’attività legata all’allevamento. Prima di loro, hanno beneficiato del sostegno concreto di Alleva la speranza le aziende ancora attive nelle aree terremotate di Teresa Piccioni, Alessia Brandimarte, Amelia Nibi, Silvia Bonomi, Arianna Veneri, Fabio Fantusi, Alba Alessandri e Pietroaolo Martinelli, tutti accomunati dalla passione e amore per la propria terra.

Ognuno di loro ha un progetto e un sogno da realizzare. Lanciata nel 2018, la campagna fino a oggi, grazie alla generosità di oltre 400 donatori, ha già raccolto un importo complessivo di 133.500 euro, destinato a investimenti sui progetti di 8 allevatori. In questa terza fase, l’obiettivo è di aiutare a realizzare i progetti di Valentina Capone, Simone Vagni, Angela Catalucci e Massimo Pierascenzi. Alle donazioni che arriveranno attraverso la piattaforma si sommeranno quelle di Enel e di Legambiente, perché i progetti di rinascita possano diventare realtà.

Inoltre da qualche settimana Enel e Legambiente hanno lanciato una nuova call “Alleva la speranza+“, attiva dal 10 agosto al 13 settembre, che amplia il campo d’azione dell’iniziativa alle aziende operanti nel settore turistico extralberghiero del Centro Italia, che hanno subito ulteriori perdite del proprio fatturato anche a causa degli impatti negativi causati negli ultimi mesi dall’emergenza coronavirus. Alla call possono partecipare le aziende con sede sociale nelle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, che hanno subito danni o perdite economiche a causa degli eventi sismici 2016-2017 o dell’emergenza Covid-19, condotte da under 35 o imprese familiari con giovani attivamente impegnati. Per maggiori informazioni, è possibile scrivere a economiacivile@legambiente.it.

Info su Alleva la speranza:

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Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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