Quando i profughi eravamo noi

Il documentario “Gli occhi più azzurri- una storia dimenticata” narra il viaggio di 70mila bambini del Sud che tra il 1946 e il 1952 furono salvati dalla fame, dall’analfabetismo e dalle malattie. Furono accolti da famiglie del Nord, coordinate dal Pci. Una storia esemplare che presto diventerà anche un libro, grazie al crowdfunding su “Produzioni dal basso”

Il documentario "Gli occhi più azzurri"

C’è una scena che rimane in mente e che non va più via. C’è una bambina con un cartoccio di castagne in mano, un regalo della mamma prima della partenza: lei ora è seduta su un treno in direzione Modena, sola. Le lacrime cadono sul cartoccio, lei non tocca neanche una castagna. Basterebbe questa scena, tra l’altro raccontata attraverso le animazioni dello splendido Marino Guarnieri, e l’intervista alla vera protagonista dell’episodio, a valere tutta l’attenzione possibile  e tutta la gratitudine per il documentario “Gli occhi più azzurri”. Un film che narra “una storia dimenticata”, quella dei più di 70mila bambini del Sud che tra il 1946 e il 1952 furono salvati dalla fame, dall’analfabetismo e dalle malattie, grazie alla solidarietà delle famiglie del Nord del Partito Comunista italiano che accolsero per periodi di tempo più o meno lunghi questi bambini in difficoltà. Una storia finalmente raccontata grazie al documentario di Simona Cappiello e Manolo Turri Dall’Orto e presto, speriamo, anche con un libro. Proprio per questo  è stata lanciata una campagna di crowfunding su produzionidalbasso.com .

“La nascita dei ‘Comitati per la salvezza dei bambini’ nell’immediato dopoguerra rappresenta un esempio di sostegno spontaneo e organizzato che unì Nord e Sud, poveri e benestanti, nello sforzo comune di sostenere l’infanzia – racconta l’autrice Simona Cappiello sulla pagina della campagna – Coordinati dal Partito Comunista e grazie al lavoro delle donne che entrano in politica attivamente, furono più di 70.000 i bambini trasferiti per periodi più o meno lunghi dal Sud presso altre famiglie del Centro-Nord Italia”.

Una pagina sociale, prima ancora che politica, poco conosciuta, eppure esemplare, soprattutto in un periodo, come il nostro, di migrazioni e povertà crescente. Insomma, una lezione di vita che racconta un Paese in cui erano gli italiani ad essere profughi. Un Paese diverso, migliore che reagiva con la solidarietà e l’accoglienza.  “Questo film – continua Simona  – parla di quel viaggio, fisico ma anche simbolico, che avvicinò due ‘Italie’ distanti per lingua e cultura nell’intento comune di dare una speranza alla parte più indifesa della popolazione”.

Al documentario, arricchito da nuovi contenuti speciali, sarà allegato un libro con racconti e materiali di approfondimento, interviste inedite, documenti di repertorio provenienti da archivi storici italiani (dalla biblioteca nazionale di Napoli, all’Emeroteca di Roma, dall’archivio centrale UDI Unione Donne in Italia all’archivio storico delle Ferrovie dello Stato), alcune ristampe di preziosi documenti storici, foto d’epoca e numerosi articoli pubblicati tra il ‘46 e il ‘48 dai quotidiani “La Voce” e “L’Unità”.

Lo scopo del progetto è realizzare uno strumento Edutainment per proporre proiezioni e progetti, in particolare nelle scuole, utili a diffondere, riflettere ed educare al recupero della nostra memoria. Agli sgoccioli è la campagna di crowdfunding che ha l’obiettivo della produzione, realizzazione e stampa del libro, della post-produzione e stampa del dvd e della promozione e organizzazione dei progetti di Eduteinment con le scuole. Per non far andare perduto il racconto della bambina con il cartoccio di castagne che parla al nostro tempo e a noi.

Per info “Gli occhi più azzurri”