Punta Campanella, le neonate tartarughe marine Caretta Caretta finalmente in mare

A 3 giorni dell’incredibile schiusa sulla spiaggia di Meta di Sorrento, le 14 piccole sono state liberate a 15 miglia dalla costa IL VIDEO L’incredibile schiusa

Caretta Caretta

di RAFFAELE DI PALMA

Un attimo di esitazione, disorientamento. Ma poi giù, verso il mare più profondo. È cominciato stamattina il lungo viaggio delle 14 tartarughine nate incredibilmente su di una spiaggia della penisola sorrentina molto frequentata dai bagnanti, a Meta di Sorrento.

Le piccole Caretta caretta, 3 giorni di vita, sono state rilasciate a 15 miglia dalla costa di Punta Campanella, nella direzione di Punta Carena a Capri, verso sud. Qui, in mare aperto, si trovano correnti particolari che dovrebbero aiutarle a restare lontano dai pericoli della costa, almeno per i primi anni di vita. Ad accompagnarle, in questo primo loro viaggio, una motovedetta della Capitaneria di Porto, con a bordo gli esperti della Stazione zoologica A.Dohrn e del Parco Marino di Punta Campanella e dell’Istituto Sperimentale Zooprofilattico del Mezzogiorno. Ora trascorreranno quello che viene definito il “periodo buio”. Resta, infatti, ancora un mistero la vita delle tartarughe nei loro primi anni. Non si sa dove si trovino e cosa facciano in questo lasso di tempo. Si riavvicineranno alla costa soltanto quando saranno più grandi, intorno ai 5 anni di vita, con un carapace di una dimensione tale da poter fronteggiare i predatori.

IL VIDEO DELLA LIBERAZIONE

La schiusa di uova di tartarughe su di una spiaggia molto frequentata della penisola Sorrentina è stato un evento davvero eccezionale. In costiera, non si ha memoria di un tale fenomeno naturale da decenni.

Dalle tracce trovate sulla spiaggia, si presume che altre piccole tartarughe abbiano invece raggiunto il mare tre giorni fa, quando c’è stata la schiusa. È questa la convinzione degli esperti e la speranza del Parco Marino di Punta Campanella che nel 2007 aderì al progetto Tartanet, con Cts, Legambiente e altri partner. Una rete nazionale per salvare la tartaruga, specie minacciata e ai limiti dell’estinzione.

La scelta di 12 anni fa di Direttore e Presidente del Parco, Antonino Miccio e Michele Giustiniani, ha permesso di salvare circa 160 tartarughe in poco più di 10 anni. Esemplari catturati dalle reti accidentalmente, o in difficoltà per impatto con imbarcazioni o perché avevano ingerito plastica, sono state recuperate dal Parco Marino e curate dal Turtle Point di Portici. E poi rimesse in mare, spesso dalla spiaggia, in eventi organizzati con la partecipazione delle scolaresche, per sensibilizzare i più giovani nella salvaguardia di questa magnifica specie.

Ora, a distanza di anni, la grande sorpresa, accolta con entusiasmo in tutta la Penisola Sorrentina, soprattutto dai più giovani. «È stata davvero un’emozione indescrivibile ‒ racconta Antonino Miccio direttore dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella ‒  Il lavoro svolto in questi anni nel salvataggio e nella tutela di questa specie, grazie anche alla Capitaneria di Porto e a pescatori attenti e sensibili al problema, ha portato frutti insperati. Speriamo che ci siano altre schiuse in futuro e sicuramente cercheremo di lavorare per renderle possibili».