Puliamo il mondo dai pregiudizi

Dal 28 al 30 settembre torna la campagna di volontariato per la pulizia e la cura del territorio dai rifiuti abbandonati. Una tre giorni che avvicina agli altri senza distinzioni di etnie, culture e religioni / Terracina: Parco del Montuno, protagonista di Puliamo il mondo

foto di volontari di Puliamo il mondo

Il grande evento di volontariato ambientale in Italia, l’appuntamento dell’ultimo fine settimana di settembre che tutti ricordano, e a cui molti partecipano. È “Puliamo il mondo”, un’iniziativa di cura e di pulizia del territorio dai rifiuti abbandonati, che Legambiente organizza dal 1993. I cittadini che ne hanno voglia, all’insegna del senso civico e per chiedere città più pulite e vivibili, si ritrovano a condividere per diverse ore un’azione concreta, come quella di ripulire un parco pubblico, delle piazzole, l’argine di un fiume. Con risultati immediatamente tangibili.

Oggi che il problema dei rifiuti e il tema della loro gestione sono fortemente sentiti, “Puliamo il mondo” è in definitiva un momento di aggregazione “facile”. Ma non è stato sempre così. “Quando abbiamo portato Clean up the world in Italia – amava ripetere alla stampa Ermete Realacci, presidente di Legambiente dal 1987 al 2003 – ci prendevano per un gruppo di boy scout troppo cresciuti”. Sostanzialmente, degli stupidi; quanto meno degli immaturi che stavano a giocare.

Con un lavoro caparbio e costante, l’iniziativa è cresciuta, moltiplicando di anno in anno le aree dei suoi appuntamenti sparsi per l’Italia, il numero dei partecipanti e le adesioni dei Comuni. Fino a raggiungere le proporzioni delle ultime edizioni: seicentomila persone, quattromila aree ripulite e più di 1.600 comuni coinvolti lo scorso anno. E oltre alla partecipazione si sono ampliati gli obiettivi.

Giù gli steccati

Inevitabilmente, si è allargato anche l’impegno, al passo coi tempi. Poiché di impegno civile si tratta. Quest’anno, allora, la 26esima edizione della campagna sarà dedicata al tema dell’abbattimento delle barriere, per pulire il mondo dai pregiudizi. Tenendo insieme chi vuole salvare l’ambiente, le città e le periferie dai rifiuti e dal degrado e chi cerca di ricostruire ogni giorno relazioni di comunità e dialogo. «In questi anni – dice Stefano Ciafani, presidente di Legambiente – “Puliamo il mondo” ha raccontato un’Italia diversa, l’Italia dell’impegno, della partecipazione, del senso civico, dell’accoglienza e della solidarietà, della legalità che non smette di sognare e sperare, pronta a costruire un mondo migliore, fare comunità e ridare bellezza ai luoghi più degradati del Paese. Ogni azione di “Puliamo il mondo” è un atto concreto di impegno sociale, un gesto che ci avvicina agli altri senza distinzioni di etnie, culture e religioni: siamo convinti che un mondo migliore passi da un impegno collettivo».

Un mondo diverso è possibile solo se lo si costruisce insieme, senza barriere di alcun tipo, sociali e culturali, etniche e religiose, fisiche e mentali, promuovendo il dialogo e lo scambio interculturale. Per questo, le tante iniziative in programma dal 28 al 30 settembre in tutta la Penisola vedranno impegnati i volontari per liberare dai rifiuti le aree urbane e le periferie, con il coinvolgimento anche di comunità di migranti e di tante associazioni dedite all’integrazione sociale. A smentire, fondamentalmente, la parvenza di facilità che traspare a prima vista dalla tre giorni associativa e dal successo che riscuote.

“Puliamo il mondo”, infatti, ha tante facce. Vuole creare occasioni di incontro fra i cittadini per stimolare la diffusione di questo impegno civile a livello quotidiano; occasioni di prevenzione, abbattimento degli sprechi, riutilizzo, riciclo, condivisione, con la consapevolezza che le risorse del Pianeta non sono inesauribili; momenti di coinvolgimento delle comunità straniere che abitano i nostri territori e dei rifugiati che sono arrivati da poco per costruire nuove relazioni e comune appartenenza. Probabilmente per questo la campagna ha continuato a crescere.

Il calendario degli appuntamenti 2018 è disponibile sul sito della campagna. Il primo fissato è quello di Cagliari, domenica 30 settembre, sul colle di Tuvixeddu, in vico II Sant’Avendrace, un vicolo in stato di forte degrado in cui sono necessarie pulizia e cura, che rappresenta uno scorcio di notevole valore archeologico, storico e paesaggistico ed è parte integrante del futuro Parco archeologico, storico e paesaggistico di Tuvixeddu – Tuvumannu. Con “Puliamo il mondo”, Legambiente, oltre a contribuire a migliorare lo spazio, vuole sensibilizzare le amministrazioni competenti ad attuare un progetto di recupero dell’area.

foto della pettorina di Puliamo il mondo

Materie da recuperare

A fare da collante all’iniziativa di Legambiente, anche quest’anno, il tema chiave e trasversale dell’economia circolare, di cui il Parlamento europeo ha recentemente approvato in via definitiva il pacchetto. Le iniziative di “Puliamo il mondo” saranno l’occasione per illustrarne risvolti concreti e nuove potenzialità sul piano della produzione di oggetti e materia. E per raccontare la buona notizia che l’Italia può posizionarsi ai primi posti in Europa dell’economia circolare, avvalendosi di tante esperienze praticate da Comuni, società pubbliche e imprese private.

Per chiedere al governo, per dirne una, di rivedere la propria legislazione in materia: dalle norme sulle materie prime seconde a quelle sul cosiddetto “end of waste” e sulla semplificazione delle procedure autorizzative per promuovere il riciclo di quello che viene raccolto in modo differenziato ed evitare la beffa che parte di questi flussi tornino in discarica.

Durante le giornate di volontariato ci saranno anche momenti per discutere di accoglienza e di migranti, di ong e solidarietà. Al governo si chiede di affrontare seriamente il problema delle migrazioni, che non può prescindere da politiche di buona accoglienza, da corridoi umanitari e da canali di accesso legali, superando le politiche disumane che in Italia e in Europa si stanno praticando. Pure di questo l’associazione vuole parlare.