‘Puliamo il bosco’, Legambiente nei luoghi colpiti da Vaia

Il 22 settembre i circoli veneti dell’associazione ambientalista hanno pulito una vasta zona nella piana di Marcesina, nel comune di Enego. Dove un anno fa si è abbattuta la tempesta

Legambiente Veneto Puliamo il Bosco

di Beppe Rigoni*

Nell’agenda delle manifestazioni organizzate nell’ambito di ‘Puliamo il Mondo’, Legambiente Veneto ha scelto come evento di punta ‘Puliamo il bosco’. Lo scorso 22 settembre è stato effettuato un intervento di pulizia a Marcesina, area che ha avuto la più grave ricaduta della tempesta Vaia in provincia di Vicenza il 29 ottobre del 2018.

Volontari di vari circoli del Veneto, l’amministrazione del comune di Enego, gli alunni delle scuole primaria e secondaria locali, il corpo degli Alpini e tanti cittadini comuni hanno portato a termine un’azione di pulizia boschiva in un’area in cui si continua a effettuare sette giorni su sette e 24 ore su 24 operazioni di esbosco, cippatura e trasporto tronchi.

Mentre i volontari ripulivano l’area individuata come la meno pericolosa in cui poter operare, i macchinari distanti solo pochi metri sovrastavano col loro frastuono il silenzio innaturale della foresta schiantata. Un lavoro semplice quello dei volontari, privo di rischi ma carico di significato. Per la prima volta una buona fetta di cittadini eneghesi si sono trovati chini, al fianco dei volontari, a raccogliere ramaglie e residui boschivi per ammassarli sopra le ceppaie esauste che, in un secondo momento, sono state poi asportare o distrutte. Perché ora questo è il problema: la distruzione delle ceppaie, mentre il taglio dei tronchi è a buon punto e l’asporto pure.

L’esperimento eseguito solo alcuni giorni prima a Ghertele (il primo nel suo genere effettuato in Italia, dall’esperto di esplosivi Danilo Coppe, lo stesso che ha fatto saltare il ponte Morandi), non è stato eclatante: troppe ore di lavoro e risultati trascurabili, mentre è andata meglio con l’utilizzo di dardi esplosivi, tentativo messo in atto proprio nella zona in cui è intervenuta Legambiente.

Nel complesso, si è trattato di operazioni che non sono state a impatto zero. Così alla fine, dove i pendii lo consentono, le ceppaie o verranno estratte e il materiale ridotto a biomassa o frantumate sul posto, per produrre un compost naturale per la ripiantumazione, ultima operazione della catena di ripristino delle aree colpite.

In conclusione, l’intervento effettuato il 22 settembre ha avuto il merito di aver fatto da collante fra le tante anime del territorio ed è stato un segno di rinnovata sensibilità – soprattutto nei ragazzi – riguardo le tematiche ambientali. Vaia è un esempio eclatante del campionario di tragedie provocate a livello mondiale dal dissesto ambientale, dal consumo di suolo, dalla dissennata politica dello sfruttamento delle risorse del pianeta. In tal senso, piantare un seme in una giovane mente equivale a piantare un albero in un bosco scomparso. L’auspici è che l’operazione ‘Puliamo il bosco’ si sviluppi in futuro. L’obiettivo è attivare nell’area, già dalla prossima estate, campi d’intervento di Legambiente con volontari provenienti da tutto il mondo.

*Circolo Legambiente Schio Valleogra