domenica 24 Gennaio 2021

Provita onlus strumentalizza Greta Thunberg per colpire le donne

Pubblicità provita contro Greta
 
Nell’inquietante assenza di risposte delle istituzioni nazionali e internazionali verso i grandi temi globali, Greta Thunberg si è fatta portavoce di una generazione richiamando il mondo della politica e più in generale degli adulti, ad un’assunzione di responsabilità verso il presente ed il futuro del Pianeta. 
È un appello etico e pubblico che non ha nulla a che vedere con il piano morale e privato su cui l’associazione Provita Onlus sta utilizzando la figura della giovane attivista svedese nella pubblicità antiabortista che chiede provocatoriamente a Greta di salvare “i cuccioli d’uomo”.
Salvare da cosa? Non certo dal degrado ambientale, ma dalla libera determinazione degli individui di fare scelte esistenziali  complesse come quella di mettere al mondo un figlio.
L’ennesimo intervento a gamba tesa nella vita soprattutto delle donne da parte di una delle organizzazioni profamiglia, che non si declina mai in proposte politiche su come contrastare le cause che portano una donna a fare la dolorosa scelta dell’aborto, ma colpendo sempre il diritto alle scelte individuali.
Greta,invece,  quando lancia l’allarme circa la necessità di arrestare i cambiamenti climatici, parla anche e soprattutto di migliorare la vita delle persone, di modificare le condizioni che portano molte di esse a subire pesantemente le conseguenze dei problemi ambientali  perchè  appartengona alle categorie sociali più deboli e povere, meno attrezzate anche a difendersi dagli eventi atmosferici estremi e dai repentini cambiamenti socio economici che subiscono i territori e le comunità.
C’è poco da strumentalizzare quindi, ma c’è invece bisogno di guardare più alle persone e alle vicende del mondo sentendosi parte di un’umanità che ha perso le nuove generazioni come metro e misura del limite di quello che si può e non si può fare soprattutto in termini di consumo e sfruttamento dell’ambiente.
Un’umanità che va recuperata anche come sentimento e limite nel puntare il dito verso le singole persone, invece che di impegnarsi a costruire condizioni di vita migliori per tutti.
Noi ambientalisti che da decenni ci battiamo per un mondo più sano, giusto e sostenibile, difficilmente abbiamo avuto come compagni di strada questi grandi moralizzatori.
 
Vanessa Pallucchihttps://www.lanuovaecologia.it
Presidente nazionale di Legambiente Scuola e Formazione e vicepresidente nazionale di Legambiente

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