Primavera con gli asini

Una tre giorni per le famiglie con la Compagnia dei Bambini a Reggio Emilia. A ritmo lento, riscoprendo la natura, l’arte e le storie /IL VIDEO

Compagnia dei bambini

Passeggiare vicino alla città e incontrare una colonia di fenicotteri o un capriolo che scappa tra le viti. Tutto questo può accadere, basta allentare il passo. Ad insegnarlo con coraggio e passione è Massimo Montanari, guida nella tre giorni “Asini a primavera” della Compagnia dei Bambini, versione per famiglie della Compagnia dei Cammini. Insieme a lui la guida Eugenia Dallaglio, di 25 anni, sensibile e attenta alle più piccole esigenze degli asini e dei viaggiatori adulti e bambini. Eugenia si è appassionata alla vita “da asinara” quando era una bambina, partecipando agli itinerari di Massimo, fino a farlo diventare oggi il suo lavoro.

Con la Compagnia dei bambini, in questa tre giorni dedicata alle famiglie con bambini dai 0 ai 6 anni, si cammina in media 4-5 chilometri al giorno al ritmo lento di questi quadrupedi che sono compagni di viaggio preziosi per i più piccoli: “L’asino è un animale dal passo sicuro, fermo, crea anche una certa sicurezza nelle persone – spiega Massimo – E’ infatti un grande osservatore dell’intorno e fa capire che si può affrontare qualsiasi ostacolo. Basta avere calma. Questo è un aspetto pedagogico importante”.

Asini a primavera

Nel lento camminare del primo giorno si assapora la bellezza della pianura emiliana, mentre il sole lentamente scende. La natura si insinua tra periferia e campagna, qui, grazie ai tanti piccoli corsi d’acqua che la bagnano, la vegetazione cresce rigogliosa.

Compagnia dei bambini

“Bisogna uscire dal concetto che il camminare a piedi, l’escursionimo sia solo in contesti di wilderness, anche le periferie urbane, le cinte periurbane delle città sono spazi in cui la natura si incunea ed in questi cunei verdi ci sono dei biotopi naturalistici molto interessanti”, spiega Massimo. Sugli ex pali della luce, infatti, svettano i nidi delle cicogne in una colonia ormai storica: molte ormai non emigrano neanche più, e rimangono tutto l’anno nella periferia campagnola di Reggio Emilia. Alcune neanche si spaventano al nostro arrivo, mentre un capriolo si lancia in una folle corsa appena sente i nostri rumori. Nel nostro percorso incontriamo diverse fattorie sostenibili “amiche”: per la gioia dei più piccoli “conosciamo” anche un cavallo che non avendo più l’età per fare gare è stato adottato in una fattoria e vive accanto a dei porcellini neri.

E poi vediamo anche il Parco del Mauriziano, la casa di campagna del grande scrittore Ludovico Ariosto, dove il poeta ha vissuto e composto le sue opere letterarie. All’interno del parco è ospitata, nell’area della vecchia casa colonica, la fattoria di animazione ambientale che l’Asineria Aria aperta, di Massimo e Eugenia, gestisce insieme all’associazione il Gabbiano. La fattoria è collegata al percorso del parco del Rodano, un anello del progetto della cintura verde di Reggio Emilia. Si continua a camminare poi nel parco, restando incantati dalla varietà della vegetazione e dai rumori della natura. Stanchi, ma di una stanchezza “buona” trascorriamo la notte nel bioagriturismo Acquechiare dove tutto è pensato alla perfezione: dal cibo biologico e tradizionale fino agli arredi, passando per i colori, tutti di matrice Steineriana. La sera a mangiare, per una fortunata coincidenza, c’è anche un coro internazionale Steineriano che si esibisce in un meraviglioso pezzo solo per noi.

Il sabato è dedicato a Reggio Emilia città asinabile: camminiamo per le vie del centro storico facendo affiorare il sorriso sulle labbra dei passanti. “Oggi Reggio Emilia è l’unica città asinabile riconosciuta dalle istituzioni e gli asini sono al centro di una serie di iniziative che li vedono impegnati in progetti di coesione sociale e aggregazione nelle vita quotidiana della città stessa” ci racconta Massimo. Proprio ogni sabato mattina si svolge il vivace Mercato contadino, sui banchi sono esposti solo prodotti locali: ci fermiamo per assaporare il famoso parmigiano Reggiano e altri prodotti tipici. Il pranzo però sarà alle “Terme del colesterolo”, dove anche il nome predice le prelibatezze del posto…non proprio vegetariane. Ascoltiamo anche le tante storie sulla città, Reggio Emilia “città dei pazzi e degli artisti”. Come il costruttore del palazzo dei 7 draghi a difesa della città, con i sette vizi capitali, con il capo del cane drago sfregato da tutti i bambini per far esaudire ogni desiderio. O il celebre e quasi invincibile guerriero Caco dei Muti, alto ben due metri e dieci, a difesa della cinta muraria. O il rogo dell’erbaiola Gabri, la prima strega di Reggio Emilia, avvenuto a Piazza San Prospero dove i bambini possono cavalcare dei leoni di pietra. Cullati dal ritmo lento degli asini, in questo spettacolo itinerante, rimaniamo in ascolto di storie e filastrocche che si nascondono tra antichi palazzi e monumenti. Non riconoscendo più dove comincia la realtà e finisce l’immaginazione dell’affabulatore Massimo Montanari.

Compagnia dei bambini

Di ritorno al bioagriturismo Acquechiare tra tutti gli altri ottimi cibi siamo coccolati anche da una deliziosa pasta e fagioli, con pasta naturalmente fatta in casa.

La domenica mattina ci coglie una fitta pioggia: ma i nostri due asinari Massimo ed Eugenia non sono impreparati e hanno disegnato per noi un itinerario alternativo. Un carrettino grande per i bambini attaccato ad un’asina e via a visitare il podere Giardino, un’azienda agricola biologica che produce latte, parmigiano e vino Lambrusco. Qui i bambini danno da mangiare il fieno alle mucche e danno da bere il latte con il biberon ai vitellini. Dopo il pranzo al sacco con i salumi tipici del luogo il pomeriggio visitiamo il Museo civico di Reggio Emilia. Il tempo degli abbracci per salutarsi e si ritorna alla realtà. In stazione, con malinconia, per un treno ad alta velocità dopo la lentezza dolce di questa tre giorni.

Info www.compagniadeicammini.it