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Emilio Gottardo vince il Premio Jean Giono per i boschi nel Friuli rurale

“Grazie al suo impegno, sono stati piantati 5.700.000 alberi su 7.300 ettari in Friuli Venezia Giulia”. Con questa motivazione Veneto Agricoltura, agenzia per l’innovazione nel settore primario, ha conferito a Emilio Gottardo, dottore forestale e attivista di Legambiente, il Premio “Jean Giono. L’uomo che piantava gli alberi”. Il riconoscimento, giunto quest’anno alla terza edizione, viene assegnato alle personalità che si sono contraddistinte nell’opera di promozione e realizzazione di impianti di vegetazione legnosa, innescando un miglioramento significativo per l’ambiente e il paesaggio nel territorio italiano. Gottardo è stato tra i primi in Italia a promuovere il rimboschimento delle campagne, in anni in cui sottrarre superfici all’agricoltura intensiva era difficile e osteggiato. Come ispettore forestale presso la Regione Friuli Venezia Giulia, ha dedicato la sua carriera professionale alla progettazione e realizzazione di piantagioni forestali in ambiente rurale. Già dal 1982, si è dedicato a rimboschimenti in diversi comuni dell’Udinese. Grazie all’attuazione di regolamenti europei, ha realizzato progetti che hanno permesso di restituite alle campagne ampie superfici arborate, con l’impianto di oltre 3.000 ettari di imboschimenti a ciclo lungo e oltre 4.300 di pioppeti, con un significativo incremento dei boschi in pianura.

Dal 1989, con vari regolamenti, l’Ue ha finanziato il rimboschimento delle superfici agricole, imponendo un vincolo di conservazione dei nuovi impianti per un minimo di vent’anni, durante i quali il proprietario, per la manutenzione e il mancato reddito, riceveva un  contributo. «Oggi, cadendo il vincolo, questi boschi di neoformazione rischiano di essere eliminati, annullando anni di lavoro, aspettative e investimenti pubblici e impoverendo l’ambiente», commenta Gottardo. Proprio ora gli impianti si avviano al miglior svolgimento delle proprie funzioni: l’accumulo di carbonio anche nel suolo, l’aumento di biodiversità, la difesa idrogeologica, il miglioramento del paesaggio, etc. Per questo Legambiente FVG ha lanciato un appello alla Regione, per l’attivazione di una misura di accompagnamento nel prossimo Piano di sviluppo rurale 2021-2027, al fine di consentire la gestione, difendere e promuovere un patrimonio boschivo già esistente, migliorarne i prodotti finali e non buttare centinaia di milioni di euro investiti in passato, in cambio oggi di legname di scarsa qualità.

Il riconoscimento di Veneto Agricoltura è stato assegnato anche a Francesco Mattioli, agricoltore mantovano e fondatore del Consorzio Forestale Legno Ambiente, che si è distinto per aver piantato oltre centomila alberi negli ultimi vent’anni. Mario Baggetto è stato premiato nella categoria “volontario” per aver promosso la nascita del Bosco di Campagna di Rosà, uno dei primi boschi di pianura del Veneto. Per la categoria amministratore locale, i premiati sono stati Aldo D’Achille e Tiberio Businaro, per il progetto “Ridiamo il sorriso alla pianura padana”, che nel 2020 è stato esteso a tutti i comuni del Veneto. Il premio consiste nell’assegnazione per ciascuna delle quattro categorie di 250 piante di alberi o arbusti prodotti da Veneto Agricoltura, che i vincitori destinano alla realizzazione di uno specifico nuovo impianto o a integrazione di uno esistente.

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Elisa Cozzarini
Laureata in Scienze Politiche a Trieste, come giornalista si occupa di ambiente, e in particolare di fiumi, da oltre dieci anni. Si dedica al racconto del territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto attraverso la scrittura, la fotografia e l'audiovisivo. Ha pubblicato diversi libri per Ediciclo/Nuovadimensione, tra cui "Radici liquide. Un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini", 2018, finalista al Premio Mario Rigoni Stern.

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