martedì 18 Maggio 2021

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Pranzo a base di avifauna protetta nella Comunità montana della Valtrompia

Ventiquattro dipendenti dell’ente sono stati colti in flagrante dai carabinieri forestali mentre banchettavano. La denuncia della Lega per l’abolizione della caccia che chiede le dimissioni del presidente Massimo Ottelli

Colti in flagrante dai carabinieri forestali mentre banchettavano con pietanze a base di uccelli protetti e vietati. È accaduto lo scorso 16 aprile a Gardone, in Valtrompia, provincia di Brescia, dove 24 dipendenti della locale Comunità montana si sono riuniti in un locale dell’ente per un pranzo non solo infrangendo le regole che vietano gli assembramenti contro il Covid, ma anche cibandosi di cacciagione che non sarebbe nemmeno dovuta essere cacciata.

Durissima la reazione della Lac, la Lega per l’abolizione della caccia. “Troviamo difficile non scadere verbalmente commentando l’incredibile vicenda che ha avuto come teatro uno spazio pubblico: la sala di un ente comprensoriale ridotta a una volgare osteria in cui non solo si violano le norme sul distanziamento sociale, ma si mangiano anche uccelli protetti abbattuti probabilmente dagli stessi commensali, allo stesso tempo funzionari e impiegati e – in parte – cacciatori. Questa è l’immagine che ci viene in mente pensando a quello che è successo venerdì nella sede della Comunità montana della Valtrompia: dipendenti pubblici sorpresi con le mani nel piatto dalle forze dell’ordine mentre si apprestano a pranzare consumando animali protetti abbattuti illegalmente”, si legge in una nota della Lac. “Se questo è il livello del personale tecnico e dei dirigenti della ‘Casa comune della Valtrompia’ come si può sperare che i semplici cittadini rispettino le regole e prima ancora la decenza? Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone hanno fatto e continuano a fare nell’era del Covid senza pensare a organizzare un pranzo collettivo illegale in un Ufficio tecnico o in una sala consiliare”, prosegue la nota.

Quello che è avvenuto a Gardone è semplicemente vergognoso, ennesimo sintomo della ridottissima percezione dell’illegalità venatoria esistente nelle valli bresciane, non a caso al primo posto in Italia, e ai primi in Europa, per l’incidenza del bracconaggio. Ma è anche un esempio del disprezzo per i sacrifici che la maggior parte delle persone hanno fatto e continuano a fare nell’era del Covid
– Lac, Lega per l’abolizione della caccia

Non manca un appunto nei confronti diretti del presidente della Comunità montana della Valtrompia Massimo Ottelli, il quale secondo la Lac ha provato maldestramente a minimizzare l’accaduto dichiarando che non sarebbero stati contestati assembramenti perché la sala riempita dai suoi 24 dipendenti era grande. “Uno schiaffo morale ai valtrumplini onesti, ai gestori di negozi, ristoranti, bar e commercianti che si sono sacrificati per il bene della comunità”, conclude la Lac comunicando che si costituirà parte civile nel procedimento penale e chiedendo l’immediata sospensione dall’incarico di tutte le persone coinvolte nei fatti e le dimissioni del presidente dell’ente.

Immediata la denuncia anche da parte di Legambiente. “È solo l’ennesimo gravissimo episodio che palesa la collusione e compartecipazione di rappresentanti delle istituzioni al fenomeno della caccia illegale, a cui segue sempre e solo indignazione di facciata – ha dichiarato Antonino Morabito, responsabile benessere animale dell’associazione ambientalista – I cittadini chiedono da anni atti concreti per fermare questi illeciti e diffusi commerci illegali: stop immediato a calendari venatori delle Regioni pieni di “furbate” che alimentano il bracconaggio, e Governo e Parlamento, che affermano che la tutela dell’ambiente è centrale per buone politiche, approvino subito i reati contro gli animali selvatici e la tutela degli animali in Costituzione”.

I cittadini chiedono da anni atti concreti per fermare questi illeciti e diffusi commerci illegali: stop immediato a calendari venatori delle Regioni pieni di “furbate” che alimentano il bracconaggio, e Governo e Parlamento, che affermano che la tutela dell’ambiente è centrale per buone politiche, approvino subito i reati contro gli animali selvatici e la tutela degli animali in Costituzione
– Antonino Morabito, responsabile benessere animale Legambiente

 

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Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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