Poste italiane non chiude gli uffici nei piccoli comuni

L’Ad Del Fante: “Erano state programmate diverse centinaia di chiusure”. Ma ora la società fa marcia indietro. In linea con quanto previsto dalla Legge sui piccoli comuni. L’annuncio al Capital Markets Day a Milano

foto di Ufficio Postale
Buone notizie per i comuni con meno di 5.000 abitanti. L’ad di Poste italiane Matteo Del Fante ha presentato questa mattina il piano Deliver 2022, annunciando che non ci saranno chiusure degli uffici postali nei piccoli comuni entro il 2022.

L’amministratore delegato nel Capital Markets Day a Milano ha detto: “L’azienda non chiude più gli uffici postali periferici nei Comuni con meno di 5mila abitanti. Erano state programmate diverse centinaia di chiusure, ma la motivazione della revoca è legata al fatto che crediamo che l’allargamento progressivo della gamma di prodotti non solo finanziari deve rendere anche quelle filiali sostenibili economicamente, in un momento in cui sia il settore bancario, sia quello assicurativo stano lasciando le realtà locali”.

“La notizia è certamente positiva. Ma l’azienda deve fare di più come chiedono da diversi anni i Sindaci e Uncem – spiega il Presidente Uncem Piemonte Lido Riba – Deve cioè intervenire anche nei Comuni dove i tagli sono già stati fatti, dove i servizi di distribuzione sono stati portati a dieci giorni su trenta al mese, dove gli uffici postali sono aperti solo due o tre giorni la settimana, dove i postini vengono sostituiti ogni tre mesi e dove i giornali o le raccomandate non arrivano più. Poste deve riconquistare la piena fiducia degli Amministratori locali”.

Il blocco delle chiusure è certamente legato anche alla forte mobilitazione messa in campo da Uncem e dai Comuni. Come è stata fondamentale la legge Borghi-Realacci sui piccoli Comuni, che evidenzia il ruolo importantissimo della rete di uffici postali, capillari e strategici anche nella transizione al digitale, con una chiara Agenda per Pa, cittadini e imprese.