Post Vaia, le operazioni di raccolta fusti in Altopiano dei 7 Comuni

Il racconto delle attività nei boschi colpiti a fine ottobre 2018. In località Marcesina si lavora per rimuovere il legname

immagini di forwarder in azione sull'Altopiano dei 7 Comuni

di Beppa Rigoni *

Il Circolo Legambiente Schio/Valleogra è di casa: già l’1 dicembre 2018 organizzò una marcia con altre associazioni  e due consiglieri regionali, Guarda e Zanoni. Dopo mesi di attesa fra trattative e gare deserte, ecco due aziende straniere, una lituana l’altra finlandese, entrambe super attrezzate tecnologicamente, mentre dell’aspetto commercializzazione se ne occupa una italiana (parte del legname è stato acquistato dalla Cina). Che effetto vedere i forwarder risalire un declivio intenti a raccogliere, sramare, tagliare, ruotare con la delicatezza di una farfalla, fusti di 30/40 mt., per impilarli in ordine perfetto nel cassone retrostante! Il fortuito incontro col Dott. Forestale Fabio Cogo, ci ha consentito di chiedere informazioni su tempi e metodi. Gentilmente, seppur in piena attività con radio trasmittente a dirigere con un tempismo fenomenale mezzi da carico e mezzi di passaggio, ci ha fornito spiegazioni altrimenti irricevibili, motivando così la sua disponibilità: “Comunicare ai cittadini cosa stiamo facendo e come, è essenziale dal mio punto di vista. Non faccio che esser fermato da persone smarrite dall’entità del disastro e preoccupate per l’impatto ambientale dell’evento”.

Nascono così altre domande. “Quando rivedremo l’habitat di prima? Il bosco sarà ripiantumato?” Le risposte di Fabio Cogo sono doverosamente scarne: “Ancora non si sa”; “forse anche no”;  “per rivedere il bosco come prima, ci vorrà molto temo e tutto dipenderà da scelte politiche”. Infine, la sua posizione sul ripristino: “In alcuni punti non verrà ripiantato alcunché; in altri si opterà per il bosco misto. Comunque, l’operazione sarà successiva alla raccolta e alla sistemazione del fondo. Solo allora si potrà progettare una piantumazione localizzata, data la vastità dell’area. Quindi, le raccolte-fondi che pur hanno un forte impatto mediatico, non sono la risposta alla pianificazione di eventi come la tempesta Vaja. Occorre valutare il futuro del territorio, non solo dal punto di vista forestale; quantificare le risorse necessarie e individuare Enti ed esperti i più idonei ad occuparsene, sia per competenze che per responsabilità. Nessuno di noi  vedrà il nuovo bosco: ci vorranno 100 anni”. Cento, quanti ne occorsero per far ricrescere il bosco distrutto dai bombardamenti  della guerra del 15-18!

* Capogruppo di Legambiente Altopiano

nike news