Post-terremoto, Alleva la speranza chiude la seconda fase

Grazie al crowdfunding di Legambiente ed Enel sono stati raccolti 133.500 euro. Sono 427 donatori a sostegno di 8 storie di ordinaria sopravvivenza, quella degli allevatori che sono rimasti a vivere nelle zone del post-sisma. “Alla vigilia del terzo anniversario delle scosse del gennaio 2017 partono i nuovi progetti da sostenere”

alleva La Speranza Veneri@foto Di Lorenzopallini
Alleva La Speranza Veneri@foto Di Lorenzo pallini

Un importo complessivo di 133.500 euro e 427 sostenitori. È il bilancio, a poco più di un anno dal lancio, di Alleva la Speranza, la campagna di crowdfunding di Legambiente in collaborazione con Enel destinata ad aziende del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e del 2017 per aiutarle a ripartire e portare avanti i loro progetti di rinascita.

Si chiude così la seconda fase della raccolta fondi che ha interessato finora otto allevatori di Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo attraverso la piattaforma PlanBee, dove sono raccontate le loro storie, fatte d’impegno e di coraggio, di drammi e di speranze. Storie di ordinaria sopravvivenza quelle di Teresa Piccioni, Alessia Brandimarte, Amelia Nibi, Silvia Bonomi, Arianna Veneri, Fabio Fantusi, Alba Alessandri e Pietroaolo Martinelli.

Chi voleva ricostruire una stalla, chi ha chiesto una mungitrice mobile e altre attrezzature per migliorare la gestione del gregge, chi aveva necessità di costruire un recinto a prova di lupo, chi doveva rifare un fienile. Grazie alla generosità di oltre 400 donatori, alcuni dei beneficiari hanno raggiunto il 100% della cifra richiesta, altri solo in parte, e c’è anche chi ha addirittura superato l’importo indicato. Obiettivi “piccoli”, in un certo senso; grandissimi, visti da un’altra prospettiva, e soprattutto se si vive in un territorio in cui ancora tutto è da ricostruire.

Il contributo di questo crowdfunding è anche, come lo indica il nome, un contributo alla speranza di donne e uomini per continuare a fare impresa sui loro territori, sviluppando economie a conduzione familiare e cariche di tradizione. Un obiettivo non da poco, per tutto il Paese, quello di abitare il territorio, coinvolgendo in una rete di sviluppo possibile e virtuoso quanti più residenti possibili, e di mettere un freno allo spopolamento di intere aree d’Italia.

Alleva la Speranza prevede di sostenere venti progetti in due anni, puntando proprio sulla continuità dell’impegno solidale. Alla vigilia del terzo anniversario delle scosse del 18 gennaio 2017 e della tragedia dell’hotel Rigopiano, stanno partendo i nuovi progetti da sostenere: quelli di Valentina Capone di Amatrice (Ri), Simone Vagni di Cascia (Pg), Angela Catalucci di Acquasanta Terme (Ap) e Massimo Pierascenzi di Valle Castellana (Te).

“Alleva la Speranza è una piccola goccia nel mare – afferma Enrico Fontana, coordinatore della campagna per Legambiente –  di cui però ritenersi soddisfatti, un’occasione di condivisione e di resistenza da non sottovalutare considerando che le aree colpite dal terremoto sono ancora in profonda sofferenza, tanto che il 15 gennaio scorso cento sindaci dei Comuni interessati sono venuti a Roma per discutere dello stallo della ricostruzione post sisma e sollecitare il governo sull’avvio di procedure più rapide e semplici, minacciando di scendere in piazza se le loro richieste non troveranno risposta”.