Post-sisma, i campi di volontariato nei Parchi

Sono previsti 4 campi di Legambiente nell’area del Gran Sasso e Monti della Laga e 4 nei Monti Sibillini. Ogni campo avrà la durata di una settimana e sono pensati su struttura modulare, i volontari cioè potranno scegliere di partecipare a uno o più turni se lo vorranno

A più di un anno di distanza dai tragici eventi c’è ancora molto da fare nelle zone del post -sisma in Italia centrale. Proprio per questo si è voluto dare seguito alla campagna di raccolta fondi “La Rinascita ha il cuore giovane” dedicato ai giovani imprenditori nelle aree post-sisma allargando anche al progetto “I Sentieri della Rinascita”. Si tratta di una serie di campi di volontariato nel Parco Nazionale del Gran Sasso e nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini per il recupero della fruibilità della rete sentieristica ed escursionistica dei due Parchi, puntando così sul rilancio dell’offerta turistica del territorio interessato che negli ultimi anni aveva visto una consistente crescita anche grazie al percorso di adozione della Carta Europea del Turismo Sostenibile (CETS).

In questo modo i campi di volontariato contribuiranno alla rinascita economica del territorio, a partire proprio dal rilancio del settore turistico che potrà fare da volano per l’intera economia dell’area mettendo in moto l’indotto agricolo, agrituristico e delle produzioni tipiche locali. I campi di volontariato inoltre sono un grande strumento di cambiamento e solidarietà, un segnale di vicinanza e attenzione alle comunità locali che hanno bisogno di ricostruire il proprio tessuto sociale.

“La scelta di farlo nei Parchi  – spiega Rossella Muroni presidente di Legambiente – rappresenta invece la volontà di riavviare un’economia green e sostenibile incentrata sulla corretta fruizione delle risorse ambientali e su un turismo che valorizzi le ricchezze paesaggistiche e culturali, la biodiversità e i percorsi integrati di sviluppo locale”.  La rete dei sentieri e dei percorsi escursionistici presenti nei due Parchi interessati è stata sconvolta dagli effetti del sisma, ma se da una parte alcune aree risultano ancora inaccessibili, altre possono essere già frequentate, con relativa sicurezza, ed è proprio su queste che si vuole intervenire.

Attraverso i campi di volontariato quindi si prevede un’azione mirata al ripristino dei percorsi naturalistici, della rete di sentieri e delle aree che si sviluppano nel territorio, con l’obiettivo di rendere fruibile l’offerta di percorsi escursionistici e naturalisti dei due Parchi per rilanciare il comparto turistico e le attività produttive ad esso legate, far conoscere le potenzialità territoriali partendo dai territori e dalle loro eccellenze, registrare ricadute positive sui territori a più lunga scadenza in termini di partecipazione e confronto fra giovani volontari e residenti. Un campo di volontariato inoltre è l’occasione per dare visibilità a un territorio e permette di far conoscere parte del suo inestimabile patrimonio storico culturale.

I campi si svolgeranno nel bacino in cui è avvenuto il sisma nell’arco di un mese a partire dalla seconda metà di settembre; sono previsti 4 campi nell’area del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e 4 campi nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ogni campo avrà la durata di una settimana e sono pensati su struttura modulare, i volontari cioè potranno scegliere di partecipare a uno o più turni se lo vorranno. Le attività previste sono sentieristica e ripristino di passi fondamentali per la fruibilità turistica delle aree interessate. I campi sono aperti a volontari italiani e stranieri provenienti dalla rete internazionale dell’Alliance of European Voluntary Service Organization con cui Legambiente collabora da anni.