Post Covid, il futuro delle metropoli tra ripresa economica e sviluppo sostenibile

Distanziamento sociale e lotta al cambiamento climatico: le priorità dell’accordo firmato dai sindaci di 33 città. Non si può tornare al “business as usual” /Coronavirus: ripartire green risolverebbe la crisi economica e climatica. Lo studio / Fase due green: a Torino 27 controviali a uso biciclette/ Fase 2, il webinar sulla mobilità sostenibile: più sharing e piste ciclabili

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Da Bogotà a Barcellona, da Milano a Los Angeles, da Londra a San Paolo, le città di tutto il mondo stanno pianificando la vita post Covid-19, con una serie di iniziative per il clima nell’ottica di garantire la sicurezza pubblica e rafforzare la lotta al cambiamento climatico.

I sindaci di molte città hanno capito che in seguito alla crisi da Coronavirus non si potrà tornare al “business as usual” (business di sempre), perché l’umanità deve anche sfuggire a una catastrofica crisi climatica. I sindaci di 33 grandi città del mondo hanno quindi firmato una “dichiarazione di principi”, che li impegna a porre la questione climatica al centro dei loro piani di ripresa. Si sono incontrati virtualmente per coordinare i loro sforzi a sostegno di una ripresa a basse emissioni di carbonio, mentre i governi nazionali cominciano a mettere in atto enormi pacchetti di nuovo stimolo economico.

Molte città hanno già annunciato nuovi finanziamenti, dalle centinaia di chilometri di nuove piste ciclabili a Milano e Città del Messico all’ampliamento dei marciapiedi e ai quartieri pedonali di New York e Seattle.

Le iniziative sono pensate per consentire alle persone di muoversi in sicurezza negli spazi urbani in un mondo in cui la distanza fisica sarà la normalità del futuro, favorendo anche la mobilità elettrica per non provocare un ulteriore aumento dell’inquinamento atmosferico. A Londra, Sadiq Khan ha annunciato progetti per dare più spazio a ciclisti e pedoni in tutta la capitale nel tentativo di incoraggiare “viaggi verdi e sostenibili” e prevenire un picco nell’uso di automobili.

Secondo le stime degli esperti, infatti, per evitare il trasporto pubblico nelle città il numero di spostamenti in bicicletta potrebbe aumentare di 10 volte, e potrebbe essere più che triplicato il numero di persone che preferiranno girare a piedi.

“Covid-19 ha messo a nudo le disuguaglianze nella nostra società – ha affermato Khan in un’intervista al Guardian – e i profondi difetti della nostra economia, che deludono più di chiunque altro le persone delle comunità svantaggiate. Dobbiamo uscirne abbracciando una nuova normalità e con una rinnovata spinta ad affrontare l’emergenza climatica”.

I sindaci che hanno preso parte alla nuova task force economica che si è costituita ritengono che ci sia necessità di misure più radicali a lungo termine che contribuiranno ad affrontare le disuguaglianze e la crisi climatica.

“La nostra priorità immediata – ha dichiarato il sindaco si Milano Sala – è quella di proteggere la salute dei nostri residenti e superare la pandemia di Covid-19”. Milano ha introdotto uno dei più ambiziosi programmi europei per il ciclismo e le passeggiate, con 35 chilometri di strade da trasformare nel corso dell’estate.

A Parigi, il sindaco ha stanziato 300 milioni di euro per una rete di piste ciclabili, molte delle quali seguiranno le linee della metropolitana esistenti, per offrire un’alternativa al trasporto pubblico.

A Bogotá, la capitale colombiana, una rete di 120 chilometri di strade che di solito sono ciclabili per un giorno alla settimana sarà ora sempre lbera dal traffico, e altri 75 chilometri di piste ciclabili saranno aperte per ridurre l’affollamento sui mezzi pubblici e migliorare la qualità dell’aria.

New York ha svelato i piani per aprire 161 chilometri di strade per “ricreazione socialmente responsabile” durante la crisi di Covid-19, con particolare attenzione alle aree più bisognose, mentre Oakland, in California, sta chiudendo 120 chilometri delle sue strade alle auto di passaggio e mettendo da parte fino al 10% delle strade per la trasformazione.

Città del Messico sta progettando 129 chilometri di piste ciclabili temporanee, e Barcellona sta aggiungendo 30.000 metri quadrati alla sua rete pedonale e altri 21 chilometri alla rete ciclabile.

Nel Regno Unito, il governo scozzese ha annunciato 10 milioni di sterline per creare percorsi a piedi e in bicicletta, mentre i sindaci dell’Inghilterra settentrionale hanno suggerito un programma nazionale per il retrofit delle case con la tecnologia delle energie rinnovabili.

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