Pordenone ritrova le sue “amnesie urbane”

La rigenerazione urbana è al centro del progetto del circolo Legambiente di Pordenone. A partire dal censimento degli spazi urbani non più utilizzati e abbandonati

Cotonificio a Pordenone

Le nostre città sono piene di spazi vuoti e svuotati, edifici, capannoni industriali, luoghi che hanno perso la loro funzione originaria e chiedono oggi di essere ripensati. Sono le “amnesie urbane” su cui si concentra l’omonimo progetto del circolo Legambiente “Fabiano Grizzo” di Pordenone, centrato sul tema della rigenerazione urbana, a partire dal censimento degli spazi non più utilizzati e abbandonati della città friulana.

La rigenerazione urbana è un modo di riappropriarsi degli spazi della città, di costruire progetti e percorsi condivisi e creativi, dal basso. È il lato positivo dello stop al consumo di suolo. Lasciare libera la terra non ancora cementificata significa anche volgere lo sguardo al costruito, agli spazi in città, per dare loro nuova vita e far crescere opportunità, negli spazi verdi, perché non vengano cementificati, e negli edifici vuoti.

Sul tema, l’interesse dei cittadini è crescente, come ha dimostrato la risposta dei pordenonesi alle prime azioni realizzate nell’ambito di “Amnesie Urbane” (incontri pubblici, proiezioni, passeggiate, percorsi in bicicletta). L’avvio è stata la distribuzione di 154 rose, realizzate riciclando la moquette rosa della tappa pordenonese del 100° Giro d’Italia, l’anno scorso. Il numero non è casuale: c’è una rosa per ogni spazio vuoto mappato in centro città. Ogni fiore conteneva un messaggio di come lo “scarto” possa trasformarsi in risorsa e in nuove opportunità.

A novembre, grazie a un incontro formativo e di approfondimento sui temi della rigenerazione urbana e dell’innovazione sociale, hanno portato a Pordenone la loro esperienza diverse realtà che realizzano, nel concreto, progetti di recupero e riutilizzo di spazi urbani. Con questo incontro si sono poste le basi per la creazione di un osservatorio sulle amnesie urbane e gli esempi di rigenerazione.

Nella Green station di San Stino di Livenza, il circolo Legambiente Veneto Orientale ha recuperato una parte dismessa della stazione ferroviaria, facendone la sede dell’associazione, ma anche un piccolo ostello per ciclisti, con ciclofficina fornita di quanto serve per proseguire la strada su due ruote. A Trieste, un gruppo di giovani artisti ha avviato l’Hangar Teatri con lo slogan: “Si riparavano auto. Si riparano persone”, perché lo spazio è quello di una vecchia carrozzeria in un quartiere centrale del capoluogo giuliano. A Padova, tra i palazzi e il cemento di Piazza Gasparotto, vicino alla stazione, è nato GasparOrto, con cui, appunto, un gruppo si è autorganizzato per portare il verde in città. A San Donà di Piave, è lo stesso Comune che cerca di innescare percorsi di rigenerazione e cambiamento, mentre a Bologna l’associazione Planimetrie Culturali fa rivivere gli spazi in modo temporaneo, riappropriandosi dell’idea di città condivisa. A Belluno l’ex Caserma Piave è diventata la Casa dei Beni Comuni, grazie a un percorso che ha visto lavorare assieme l’amministrazione comunale e il Comitato Acqua Bene Comune.

Tutti gli interventi si possono rivedere al seguente link: http://bit.ly/2CJVYD6.

Il progetto “Amnesie Urbane” è stato finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e viene realizzato in collaborazione con una rete di soggetti del territorio: Cinemazero, Aruotalibera, Il Filo Urbano, La Compagnia delle Rose, Ubik Art, Terraè, Associazione Comunità San Valentino.

Per segnalare esperienze di rigenerazione urbana, per mettere in circolo informazioni e idee, scrivere a: pordenone@legambientefvg.it; FB: Legambiente Pordenone