martedì 18 Maggio 2021

Acquista

Login

Registrati

Pordenone, i canoisti puliscono il fiume Noncello

Tra loro anche Daniele Molmenti, campione olimpico a Londra nel 2012. Il monitoraggio fa parte della campagna “Spiagge e fondali puliti” di Legambiente

Tra i volontari che sono scesi in acqua per la pulizia del fiume Noncello, lo scorso aprile a Pordenone, c’è stato anche Daniele Molmenti, canoista campione olimpico a Londra 2012. L’iniziativa del circolo Legambiente locale, in collaborazione con il Canoa Club Naonis, di cui il pordenonese Molmenti è presidente onorario, rientra nella campagna nazionale Spiagge e fondali puliti, che da quest’anno si apre anche al monitoraggio dei rifiuti lungo i corsi d’acqua: di qui infatti arriva molta immondizia che poi finisce in mare, a partire dalle microplastiche.

“I fiumi sono purtroppo diventati anche i corridoi verso il mare per i rifiuti e gli inquinanti e monitorare le loro rive è altrettanto importante quanto monitorare i rifiuti spiaggiati”
– Martina Bellucci

Una bicicletta, una moto giocattolo, un mucchio di vaschette di alluminio (forse derivanti da pause pranzo da asporto) e, come sempre, enormi quantità di plastica: è il primo bilancio delle due pulizie-monitoraggio realizzate in acqua e a terra, per cento metri a due passi dal centro cittadino, sotto il ponte di Adamo ed Eva, e lungo una roggia presso il castello di Torre.

Intorno al fiume: Pordenone

Pordenone nasce intorno al suo fiume: il nome stesso, Portus Naonis, richiama il fatto che in passato la cittadina era un porto fluviale da cui si partiva per raggiungere l’Adriatico e viceversa. Il Noncello è un corso d’acqua di risorgiva. Ha origine pochi chilometri a monte del capoluogo friulano e, nel suo breve corso, riceve apporti da rii e rogge minori, che scaturiscono dalla fascia delle risorgive e alimentano diversi piccoli laghi artificiali in città. Questo complesso sistema di acque è stato per secoli una via di commercio e di produzione. Sin dal medioevo, le rogge muovevano mulini e opifici e, a fine Ottocento, le acque sono diventate il motore dell’industria tessile che ha portato a ribattezzare Pordenone la “Manchester del Friuli”.

Dal secondo dopoguerra, il fiume ha perso questa vocazione produttiva e ha visto un processo di “abbandono”, che ha consentito la rinaturalizzazione delle sponde, tanto che la porzione cittadina del Noncello risulta quella con il maggior numero di habitat e con il più alto valore ambientale: un vero e proprio polmone verde in città.

Primi interventi di pulizia in presenza

«I due interventi di pulizia del fiume sono stati i primi che abbiamo organizzato in presenza, dopo il lungo stop dovuto alle norme di contenimento della pandemia – afferma Martina Bellucci, vicepresidente del circolo Legambiente di Pordenone – Abbiamo voluto ripartire dal Noncello anche per dare un segnale alla città, per far comprendere l’importanza di tutelare un patrimonio naturale unico, in ambito urbano. Inoltre, i fiumi sono purtroppo diventati anche i corridoi verso il mare per i rifiuti e gli inquinanti e monitorare le loro rive è altrettanto importante quanto monitorare i rifiuti spiaggiati».

Dalla pulizia in acqua, realizzata in canoa in prossimità dell’ingresso di due rogge nel fiume, si è osservato come gli interventi per il completamento del sistema fognario cittadino (in seguito alla procedura di infrazione comunitaria che interessava anche Pordenone) stanno dando i loro frutti e ridotto è l’apporto dei rifiuti derivanti dai reflui. Preoccupa invece l’abbandono di una grande quantità di immondizia lungo i fossi, nei passaggi pedonali e vicino ai cassonetti, anche dovuto dall’uso di contenitori e imballaggi per l’asporto.

Ora si attendono i risultati dei monitoraggi effettuati lungo altri fiumi per un bilancio complessivo.

Elisa Cozzarini
Laureata in Scienze Politiche a Trieste, come giornalista si occupa di ambiente, e in particolare di fiumi, da oltre dieci anni. Si dedica al racconto del territorio del Friuli Venezia Giulia e del Veneto attraverso la scrittura, la fotografia e l'audiovisivo. Ha pubblicato diversi libri per Ediciclo/Nuovadimensione, tra cui "Radici liquide. Un viaggio inchiesta lungo gli ultimi torrenti alpini", 2018, finalista al Premio Mario Rigoni Stern.

Articoli correlati

LOTTA ALL’AGROPIRATERIA E SICUREZZA ALIMENTARE

Il webinar su una riforma necessaria

Reggia di Caserta, i bambini coltivano gli orti didattici

I ragazzini dell’Istituto Calcara di Marcianise (Ce) hanno avviato le prime attività agricole grazie al progetto Horticultura della coop. Terra Felix. Appuntamento al 24 maggio

Leonardo DiCaprio ha promesso 43 milioni di dollari per il ripristino delle Galapagos

L'iniziativa è in collaborazione con l'organizzazione Re:Wild. L'obiettivo è la reintroduzione di 13 specie estinte nelle isole. Ma non solo

Seguici sui nostri Social

16,978FansLike
21,231FollowersFollow
0SubscribersSubscribe

Gli ultimi articoli

Reggia di Caserta, i bambini coltivano gli orti didattici

I ragazzini dell’Istituto Calcara di Marcianise (Ce) hanno avviato le prime attività agricole grazie al progetto Horticultura della coop. Terra Felix. Appuntamento al 24 maggio

Clean beach tour, Piero Pelù e Legambiente in Toscana per liberare le spiagge dai rifiuti

Tappa a sorpresa a Marina di Alberese. Un centinaio di persone hanno partecipato alla pulizia nel Parco della Maremma, nel rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid

Treni a idrogeno, perché non sono né pronti né verdi

Anche quando, dopo il 2040, l’idrogeno sarà prodotto solo da elettricità rinnovabile, occorreranno comunque il doppio di bacini idrici, di condotte idrauliche e pannelli solari per azionare gli elettrolizzatori e mettere in moto i locomotori

A Bologna, nel quartiere Pilastro, l’economia circolare è di casa

Il circolo di Legambiente L'Arboreto che è un rihub del progetto Ecco. Tante le iniziative: dalla stoviglioteca a noleggio al servizio di prestito librario a domicilio

International Day of Light, 7 scienziati che hanno rivoluzionato il mondo dell’energia

Il 16 maggio si celebra la Giornata internazionale della luce. Da Benjamin Franklin a Nikola Tesla, le persone che hanno illuminato il mondo  
Ridimensiona font
Contrasto