Terra dei Fuochi: la soluzione non sono gli inceneritori

A dirlo è stato il sottosegretario del ministero dell'Ambiente Salvatore Micillo nel corso del Forum PolieCo a Ischia / Le proposte della magistratura per combattere i reati ambientali

Terra Dei Fuochi: un vigile del fuoco spegne i roghi

La questione Terra dei Fuochi è stata tra i temi più dibattuti nella prima giornata del Forum PolieCo sull’economia dei rifiuti che si conclude oggi, sabato 22 settembre, a Ischia. Sull’argomento è intervenuto il sottosegretario del ministero dell’Ambiente, Salvatore Micillo, il quale ha assicurato che il governo si impegnerà a “spegnere la Terra dei Fuochi” e che nell’area non è prevista l’installazione di nuovi inceneritori. 

“Il nostro modello di economia circolare – ha spiegato – partirà dalla Terra dei Fuochi, in particolar modo dal territorio di ‘Taverna del Re’, promuovendo un sistema di smaltimento delle ecoballe che dovranno essere aperte e destinate ad un riciclo vero. Sul punto, il fallimento della giunta De Luca è sotto gli occhi di tutti. Le ecoballe sono un fenomeno unico al mondo e come tali vanno trattate mettendo insieme i migliori esperti mondiali del comparto scientifico del settore dei rifiuti ma è certa la nostra ferma opposizione alla trasformazione di ecoballe in materiale da destinare ai cementifici. Nuovi inceneritori, poi, in un territorio già a lungo violentato sarebbero soltanto un genocidio annunciato”.

Il sottosegretario ha poi sottolineato anche il lavoro che l’esecutivo sta portando avanti per intensificare controlli, sanzioni e bonifiche ambientali su tutto il territorio nazionale. “Se nel 2017 nessun dato era pervenuto per le attività controllate e sequestrate, nel 2018 il numero supera di gran lunga il centinaio in entrambi i casi: 235 le attività controllate, 144 quelle sequestrate. E la curva continua a salire dinanzi alle sanzioni amministrative arrivate nel 2018 a circa 2 milioni e mezzo di euro. Il trend è decisamente cambiato e ci spinge a fare ancora di più”.

Per il sottosegretario, inoltre, “dinanzi al 75% di progettazione sui 41 siti di interesse nazionale che significano 170mila ettari già inseriti nell’azione di risanamento, restano ancora un problema le discariche ‘senza patria’ che non hanno ancora competenza e che dunque dovranno essere attenzionate”. “La situazione – ha concluso – è particolarmente significativa laddove il sistema delle ecoballe è entrato completamente in tilt inducendo i cittadini a vedere i rifiuti come il male assoluto. Questo è il Governo dell’Economia circolare che dice di no agli inceneritori a differenza del Governo precedente che aveva fatto una scelta diversa con il Decreto sblocca Italia”.

La nascita di un nuovo consorzio

Nella prima giornata del Forum di Ischia è stato inoltre firmato il protocollo di intesa fra il Polieco ed il consorzio Eurepack per la promozione del riutilizzo dei beni in polietilene e per la costituzione del ‘Comitato di Concertazione Operativa’ tra i consorzi Polieco, Conoe, Cobat e Conou, finalizzato al perseguimento di politiche a sostegno dell’economia circolare in accordo con l’indirizzo europeo.

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