sabato, Ottobre 31, 2020

Pm10, l’accordo padano

di Luca Cirese

Comincia l’autunno, inizia la stagione del pm10. Per fermare l’inquinamento fuorilegge della nostra città bisogna ripartire dagli stili di vita sostenibili. L’Accordo padano, realtà in Veneto da giugno scorso (deliberato dalla Giunta il 6 giugno 2017), si muove in questa direzione: ne abbiamo parlato con l’Associazione italiana energie agroforestali (Aiel) che da tempo si pone la questione di un uso responsabile della bio-masse.

L’accordo di programma nel bacino padano è stato elaborato dal ministero dell’Ambiente e dalle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto per ridurre nei limiti di legge la presenza di PM10 e di azoto nell’aria. Vari i divieti che entreranno in vigore tra un anno nei comuni con più di 30mila abitanti: insieme al veto alla circolazione di auto ad alto impatto ambientale e a misure per un’agricoltura a basso impatto ambientale, ci sono anche specifici divieti a tema biomasse.

Dal 20 dicembre prossimo non sarà più possibile installare caldaie a biomassa di classe inferiore alle “3 stelle” e utilizzare quelli a “2 stelle”: un divieto che dal 1° gennaio 2020 passerà alla classe superiore. Altro aspetto importante dell’accordo, l’obbligo di certificazione di classe A1 per il pellet utilizzato nei generatori di calore di potenza inferiore ai 35kW.

Sono scelte politiche accolte con favore da Aiel: “È un’accordo importante perché affronta il problema in maniera qualitativa – dichiara ad ecopolis Marino Berton, direttore generale dell’associazione – premiando con l’assegnazione di stelle crescenti gli apparecchi efficienti e a basse emissioni: una pratica già portata avanti dalla nostra associazione con la certificazione Aria Pulita”. “E anche sul pellet si va nella direzione giusta – conclude Berton – perché si predilige l’elevata qualità certificata del biocombustibile legnoso, riuscendo così a contenere le emissioni e tutelare la salubrità dell’aria”.

L’Aiel insiste da tempo sulla necessaria riduzione delle emissioni prodotte dalle biomasse; nel 2016 ha stilato un decalogo in 10 punti che, se applicati, dimezzerebbero le emissioni di PM10 causate dai generatori di calore. Nel decalogo si richiede innanzitutto di limitare l’utilizzo, come già si fa con le auto, dei generatori di classe peggiore: è quello che prevede l’articolo 290 della decreto legislativo del 2006, di cui l’associazione chiede anche urgente pubblicazione, perché contiene i requisiti di certificazione per gli incentivi dei generatori domestici. Un decreto, prosegue l’Aiel, che andrà in ogni caso riformato, aggiornando i limiti delle emissioni e aggiungendo i riferimenti alle norme della norma internazionale del 2014 sui biocobustibili solidi.

Sarà necessario, poi, per favorire le industrie che investono in ricerca e sviluppo per produrre generatori con elevate prestazioni, avere migliori test di omologazione dei prodotti, promuovendo a livello europeo le norme relative agli impianti domestici, su cui andranno anche aumentati i controlli. Infine, bisognerà abbassare al 10% l’iva sul pellet certificato e promuovere significative campagne di comunicazione su tutto il territorio nazionale, sia sul tema degli incentivi per sostituire i generatori obsoleti sia per aumentare consapevolezza dei cittadini sul corretto uso delle biomasse.

Una transizione che non solo conviene – come mostra il caso dell’Hotel sudtirolese raccontato da Agriforenergy del febbraio 2016 – ma che diviene anche sempre più urgente. Sono della settimana scorsa i dati del Report sulla qualità dell’aria – realizzato dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione Enea e Ferrovie dello stato italiane – secondo cui l’Italia ha il triste primato di maggior numero di morti da inquinamento ogni milione di abitanti. Una delle cause principali è, insieme al traffico, il riscaldamento, in particolare quello ottenuto da impianti vecchi e non efficienti. Insomma, «le polveri sottili siamo noi»: sta dunque a ognuno muoversi nella giusta direzione, per abbattere le proprie emissioni inquinanti.

Si ringrazia per l’articolo la redazione di Ecopolis

Redazionehttps://www.lanuovaecologia.it
Nata nel 1979. è la voce storica dell'informazione ambientale in Italia. Vedi qui la voce sulla Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/La_Nuova_Ecologia

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