giovedì 20 Gennaio 2022

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Plastiche, prezzi in aumento. Ma la crisi premierà i lungimiranti

Sono davvero molte le aziende che hanno subito un contraccolpo a causa dell’aumento del costo delle materie prime plastiche. Ma alcune realtà hanno saputo cogliere le opportunità per rilanciarsi

Sacchetti e pattumiere, teli per pacciamatura da usare nei campi e bottiglie per acqua e bibite. Sono davvero molte le aziende che hanno subito un contraccolpo a causa dell’aumento del costo delle materie prime plastiche. E tutto ciò si è riverberato in modo negativo sulla produzione e i margini di guadagno di molti prodotti di uso quotidiano. Il costo del Polipropilene e del Polietilene vergine è ad esempio quasi raddoppiato tra aprile 2020 e il marzo scorso (passando da meno di 1000 dollari a tonnellata a quasi 1900 dollari). In più si è registrata una notevole difficoltà di reperire materia prima.

Ma in ogni crisi c’è un’opportunità. Alcune aziende l’hanno saputa cogliere. Come? Con un pizzico di lungimiranza e guardando per tempo al mercato delle materie prime seconde. “I notevoli sviluppi ed investimenti da parte della filiera del riciclo delle plastiche consentono ora di raggiungere notevoli performance di resistenza e durabilità, anche con plastiche derivanti dalla raccolta differenziata”. A confermarlo è Luca Torresan, direttore commerciale di Sartori Ambiente, una delle imprese che utilizza per la propria produzione percentuali di materia rigenerata superiori al 70% arrivando alla quasi totalità nel caso ad esempio delle compostiere, nate fin dall’origine per essere realizzate in polimero riciclato. “Questa scelta strategica, fatta ormai oltre un decennio fa, ci sta ripagando degli sforzi e dimostra che la possibilità di sganciarsi dal mercato delle materie prime vergini è più che concreta”.

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