martedì 15 Giugno 2021

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Plastica, i rifiuti del Regno Unito smaltiti illegalmente in Turchia

A denunciarlo è un nuovo rapporto di Greenpeace. Nel 2020 Londra ha inviato ad Ankara circa il 40% degli scarti generati di questa tipologia. Qui, però, invece di essere riciclati sono stati stati gettati lungo le strade, nei campi, nei corsi d’acqua o bruciati

Montagne di rifiuti di plastica prodotte dal Regno Unito ed esportate in Turchia, vengono poi sversate e bruciate illegalmente nel Paese mediorientale. A denunciarlo è un nuovo rapporto di Greenpeace. Nel 2020 circa il 40% – pari a 210mila tonnellate – dei rifiuti di plastica che il Regno Unito ha smaltito all’estero è stato inviato alla Turchia. Qui, però, la plastica invece di essere trattata per essere riciclata, è stata gettata lungo le strade, nei campi o addirittura in corsi d’acqua. “Circa 241 camion di rifiuti di plastica arrivano ogni giorno in Turchia da tutta Europa e ci travolgono – ha dichiarato a Bbc Nihan Temiz Atas, responsabile di un programma per la tutela della biodiversità promosso da Greenpeace Mediterraneo, con sede in Turchia – Per quanto possiamo vedere dai dati e dal campo, continuiamo a essere la più grande discarica di rifiuti di plastica in Europa”.

Tra i rifiuti trovati in Turchia anche test antigenici per Covid-19

Nella sua ultima indagine Greenpeace ha monitorato dieci siti di raccolta di rifiuti situati nel sud della Turchia, dove è stata registrata la presenza di sacchetti e imballaggi di plastica provenienti da supermercati e rivenditori del Regno Unito. Tra gli scarti esaminati è stato anche trovato il contenitore di un test antigenico per Covid-19, il che ha dimostrato che i carichi di rifiuti indagati avevano meno di un anno di vita.

Il Regno Unito, che ha respinto le accuse di Greenpeace dichiarando di essere “leader globale nell’affrontare l’inquinamento da plastica”, genera più rifiuti di plastica a persona rispetto a qualsiasi altro Paese nel mondo, a eccezione degli Stati Uniti. Rifiuti che in larga parte vanno a finire proprio in Turchia. Nel 2020 Ankara ha ricevuto, come detto, quasi il 40% delle esportazioni di questa tipologia di rifiuti da Londra, segnando un aumento di 18 volte rispetto al 2016, anno in cui aveva accolto 12.000 tonnellate. Insieme alla Turchia, sono Malesia e Polonia i primi Paesi a cui il Regno Unito esporta questi rifiuti. A livello europeo sempre la Turchia è il principale destinatario di questo specifico export, e lo scorso anno si è fatta carico di un quantitativo di rifiuti di plastica generati dai Paesi membri dell’Ue di venti volte superiore rispetto al 2016.

Per Nina Schrank, attivista senior che si occupa di plastica in Greenpeace Uk, il problema è a monte e rimanda alla sovrapproduzione di oggetti in plastica nel Regno Unito. Motivo per cui l’associazione ha esortato il governo a vietare le esportazioni di rifiuti di plastica e a ridurre la plastica monouso del 50% entro il 2025.

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Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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