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Plastica, l’Ue cerca un accordo con l’India per fermare l’inquinamento globale

Bruxelles presenterà la proposta l’8 maggio, nel corso di un vertice virtuale con Nuova Delhi. L’obiettivo è avviare i negoziati per un trattato internazionale sul modello dell’Accordo di Parigi sul clima

L’Unione Europea al lavoro su un accordo con il governo indiano per mettere in piedi un trattato globale contro l’inquinamento causato dai rifiuti in plastica. Bruxelles presenterà formalmente la proposta il prossimo 8 maggio, nel corso di un vertice virtuale con Nuova Delhi.

In questa partita al momento l’Ue può contare sull’appoggio di Rwanda e Perù. Ma per varare un trattato internazionale che vincoli dal punto di vista legale i Paesi firmatari affinché si impegnino a bloccare i flussi di rifiuti in plastica che stanno invadendo gli oceani e le riserve naturali del pianeta, serve il sostegno di altri partner. A cominciare da quelli che, attualmente, contribuiscono di più a questo tipo di inquinamento. E tra questi c’è proprio l’India, che ad oggi è il terzo Paese al mondo con il maggior volume di emissioni di CO2 dietro solo a Cina e Stati Uniti.

Nuova Delhi vuole puntare sulle rinnovabili

Nuova Delhi, da settimane alle prese con ondate di contagi da Covid-19 che stanno mietendo migliaia di vittime, si è impegnata a ridurre le proprie emissioni nette entro il 2050, al pari di Ue e Usa. Ma l’Unione Europea è convinta che possa fare di più, e da subito. Per questo motivo ha intenzione di avviare una serie di incontri per mettere a sistema la collaborazione nei settori delle energie rinnovabili, per sviluppare nuove tecnologie per lo stoccaggio di energia e per ammodernare le sconfinate e in buona parte mal messe reti elettriche del Paese così come il sistema dei trasporti. La Banca europea per gli investimenti e le banche di sviluppo dei paesi dell’Ue sono pronte a sostenere finanziariamente l’India per agevolare il suo percorso in questa direzione.

Nuova Delhi, da settimane alle prese con ondate di contagi da Covid-19 che stanno mietendo migliaia di vittime, si è impegnata a ridurre le proprie emissioni nette entro il 2050, al pari di Ue e Usa. Ma l’Unione Europea è convinta che possa fare di più, e da subito

L’India ha dichiarato di voler investire in modo più strutturato sulle fonti rinnovabili. Entro il 2030 punta a ricavare 450 gigawatt di energia da queste fonti, circa cinque volte di più rispetto ai 93 Gw che genera ad oggi. Anche se fonti governative citate dall’agenzia Reuters hanno dichiarato che il governo è preoccupato che uno smarcamento eccessivo dalle fonti fossili potrebbe allungare i tempi per garantire al Paese il fabbisogno energetico interno.

Plastica, serve un accordo globale sul modello di Parigi 2015

Il vertice dell’8 maggio dirà se e quanto l’opera di convincimento dell’Ue stia funzionando. Al summit virtuale le parti dovrebbero impegnarsi ad aumentare la cooperazione per limitare gli effetti globali dei cambiamenti climatici. Una cooperazione che l’Unione intende ovviamente sfruttare anche per stringere nuovi accordi commerciali con l’India. L’obiettivo è arrivare al summit delle Nazioni Unite del febbraio 2022 con un alleato di peso in più nella lotta alle plastiche. In quel vertice potrebbero infatti essere avviati i negoziati per un accordo globale contro l’inquinamento da plastica, per come è stato fatto con il clima con gli Accordi di Parigi del 2015.

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Rocco Bellantone
Classe 1983, nato a Reggio Calabria, cresciuto a Scilla sullo Stretto di Messina, residente a Roma. Giornalista professionista, mi occupo da anni di questioni africane e tematiche ambientali

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