Pionieri di un sogno

Era il 1990 quando Rossella e Fernando, la prima con un avviato
studio di contabilità, il secondo con una carriera fulminante in Ibm, decidono di lasciare “posti sicuri” per rilevare Probios, un’azienda che esisteva già dal ‘78

«Ci dicevano che eravamo pazzi, e forse un po’ lo eravamo
davvero». Così esordisce Rossella Bartolozzi, titolare di Probios insieme al suo storico socio Fernando Favilli. «Di quella bellissima pazzia che ti fa lasciare un posto di lavoro sicuro e ben pagato per inseguire un sogno».
Era il 1990 quando Rossella e Fernando, la prima con un avviato
studio di contabilità, il secondo con una carriera fulminante in Ibm, decidono di lasciare “posti sicuri” per rilevare Probios, un’azienda che esisteva già dal ‘78. Fondata a Firenze dalla farmacista Elvira Rigo de Righi per importare prodotti macrobiotici in Italia, è una delle prime aziende bio del Belpaese. Nel 1980 si aggiunge alla dirigenza Ferruccio Ledwinka, nome storico della macrobiotica italiana. «Ma nel ‘90 era sull’orlo del fallimento – racconta Rossella – Così abbiamo dato fondo ai nostri risparmi per rilevarne la proprietà». Rossella e Fernando la rilevano con l’accordo di saldare i debiti e mantenere i tre dipendenti più giovani almeno per un anno e un lavoratore più anziano fino alla pensione. Oggi Probios dà lavoro, fra dipendenti diretti e commerciali, a oltre 80 persone, fattura 37 milioni di euro ed esporta in 53 paesi. «Usammo non solo tutti i nostri risparmi, ma ci facemmo prestare soldi dai parenti. Sentivamo la responsabilità, l’impegno di dover restituire soldi a chi
aveva creduto in noi».
Gli inizi furono duri. Per pagare gli stipendi i due titolari restano due anni senza stipendio. Fernando lavorava in azienda dalle 8 alle 22, Rossella mantiene per un anno il vecchio lavoro, per poi lavorare dalle 17 alle 22 in Probios. «Avevamo gli occhi e le dita puntati addosso, nessuno credeva che il bio potesse esplodere».
E con un’ulteriore scelta di campo: non commercializzare mai carne e pesce. Probios sin dalla sua nascita è un’azienda bio vegan e vegetariana «Non era raro che io e Fernando restassimo a lavorare fino a notte fonda per imbustare e impacchettare i prodotti, poi si dormiva un paio d’ore su un divano e si ripartiva alle 6 di mattina per fare le consegne a Roma. All’inizio eravamo i titolari e anche gli imbustatori, i corrieri… ». Ma la scelta di non piegarsi alla logica dei prodotti non biologici, la scelta veg e quella di fare solo prodotti di qualità alla fine ha pagato: Probios oggi è il terzo marchio più conosciuto in Italia sul biologico. «Una grandissima soddisfazione è stata l’invenzione della prima maionese vegan italiana: la mayorice», che nel 2004 vince il premio innovazione al BioFach di Norimberga, la fiera bio più importante del mondo. Soddisfazioni che si aggiungono anno dopo anno, per arrivare agli ultimi prodotti premiati al Sial di Parigi, come gli spaghetti 100% farina di lenticchie, non solo vegani ma anche senza glutine. «Fare economia senza distruggere Madre Terra, portando avanti scelte alimentari consapevoli – conclude Rossella Bortolozzi – è ciò che ci ha guidato, e grazie alla fiducia dei tanti nostri clienti oggi siamo uno dei gruppi
italiani più importanti per il biologico».
Negli anni poi sono nate Probios Deutschland, che opera in Germania, e Biostock, che rifornisce ristoranti e mense bio, entrambe controllate al 100% da Probios. Conclude l’asset del gruppo Nutrimento, azienda di produzione di sughi, condimenti, salse, oli aromatizzati, tutti rigorosamente vegetariani e vegani, rilevata da Probios a fine anni ‘90.