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Voler bene all’Italia, il 2 giugno dei piccoli comuni

 

Cerchiara, piccola grande Italia

Dai paesaggi della Regina viarum, fra le colline dell’Irpina dove l’Appia s’avvicina alla Puglia, al Cammino del volto santo in Lunigiana o della Valle dell’Aniene, nell’alto Lazio. E ancora nei diversi tratti della Francigena o delle vie di Francesco, poi lungo la via Micaelica, fra Jelsi in Molise e Monte sant’Angelo, sul Gargano. Saranno molte le occasioni per scoprire, zaino in spalla, i cammini di bellezza dell’Italia minore. L’occasione è offerta nel ponte del 2 giugno, durante la festa della Repubblica, dalla tredicesima edizione di “Voler bene all’Italia”: la festa dei piccoli comuni lanciata come sempre da Legambiente insieme a un vasto Comitato promotore e quest’anno accompagnata dal logo speciale dell’Anno dei cammini del Mibact proprio con l’idea di sviluppare eventi intorno al fil rouge della mobilità dolce che unisce e racconta i territori. «L’Anno dei cammini avrà ancora più forza se tutto quello che viene ideato, progettato e realizzato come mobilità dolce, comprese le ciclovie, diventa bene pubblico ad uso delle comunità – spiega Paolo Piacentini, consulente per i cammini del Mibact – Questi itinerari, a differenza di altre infrastrutture, possono dare il “tu” ai territori, sono elementi del paesaggio che devono entrare in empatia con le storie, le culture e le dimensioni socio economiche capillari che rappresentano un presidio fondamentale per il futuro sostenibile del Belpaese». 

Da sempre la fragilità e la forza di quel pezzo d’Italia incastonato nelle dorsali interne ha mobilitato Legambiente nel chiedere politiche di rivitalizzazione. La richiesta ha preso la forma di un appello firmato da centinaia di sindaci verso una seria governance che permetta di ricostruire i legami di reciprocità fra centri urbani e aree rurali, ristabilendo un’armonica distribuzione della popolazione. In particolare bisognerebbe guidare il riordino di area vasta in modo coerente e funzionale sbloccando la strategia per le green community prevista nel Collegato ambientale. Un fronte che permetterebbe a questi luoghi d’introdurre innovazione green e ragionare sulle variabili smart, ovvero sulla parte intelligente e innovativa degli investimenti per lo sviluppo, per accrescere il livello d’infrastrutture tecnologiche anche al fine d’intercettare quote significative di circuiti turistici, creare imprenditorialità e attrattività abitativa. Sulla falsariga di quei territori che hanno consolidato la propria crescita a partire dalla generazione distribuita da rinnovabili e dal risparmio energetico per esempio nell’illuminazione pubblica. Per questo l’alleanza con Menowatt Ge, una giovane azienda della green economy con una filiera tutta italiana, che anche quest’anno sostiene la campagna, diventa strategica per accompagnare i territori verso percorsi di efficienza ma anche di smart metering utilizzando i punti luce come arredo di design, fonti di risparmio economico da investire su altre voci o come punti di monitoraggio del traffico, dei consumi di gas e acqua o come hot-spot per connessioni wi-fi. 

La scommessa si gioca su un crinale segnato da trend negativi, quell’enorme tessuto di amministrazioni che per un terzo (2.666) vive situazioni di forte disagio demografico, con alto numero di case vuote (36% contro il 21% nazionale), un grave calo della popolazione attiva (15-64 anni, -8,8%) e un aumento di quella adulta e anziana (+15% in 20 anni). «Fino a pochi anni fa, pur con tutte le difficoltà del caso – spiega Sandro Polci, curatore della ricerca sul disagio insediativo realizzata con Legambiente e Unioncamere dal 2001 – la piccola dimensione aveva elementi di specificità che potevano costituire una fine punteggiatura economica e sociale in grado di generare elementi di attrattività. Ma oggi i territori dei piccoli comuni sono aggrediti più degli altri dalla crisi, evidenziando componenti economiche e sociali che rappresentano valori sulla soglia di rischio. Per questo servono nuovi cittadini, nuove imprese agro-silvo-pastorali, nuovi turismi ricreando e valorizzando culture materiali e immateriali». E per questo serve difenderne il futuro, mettendosi in cammino con loro, a partire dalla prossima edizione di Voler bene all’Italia.

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