giovedì 25 Febbraio 2021

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Piano Colao, gli impegni green da discutere agli Stati generali dell’economia

A meno che non ci siano sorprese a riguardo, venerdì pomeriggio dovrebbero avere inizio, a Villa Pamphili, gli Stati Generali dell’economia, in vista della ripartenza dell’Italia post-Covid. Questa la decisione presa dal vertice tra il premier Conte e i capidelegazione di maggioranza di lunedì sera. All’incontro saranno presenti anche le forze politiche di opposizione.

I “punti all’ordine del giorno” saranno i 6 obiettivi stabiliti dal rapporto “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” (semplificato come “piano Colao”), destinato al Presidente del Consiglio e realizzato dal comitato di esperti in materia economica e sociale voluto dal governo e guidato dal manager Vittorio Colao (Master in Business Administration all’Università di Harvard ed ex amministratore delegato di Vodafone). È un documento di 53 pagine, con un totale di 102 proposte, alla stesura del quale hanno collaborato tecnici di tutti i settori, tra cui Enrico Giovannini per lo sviluppo sostenibile e Donatella Bianchi (presidente del Wwf) per l’impegno ambientale.

Nel rapporto, infatti, un capitolo intero è dedicato alle Infrastrutture e all’Ambiente, considerati il volano del rilancio. Si sottolinea il forte svantaggio infrastrutturale dell’Italia, nonché lo scarso stimolo alla tutela del capitale naturale, asset indispensabile per la strategia nazionale. La nuova proposta, inserita nel rapporto, indica che “Gli sviluppi infrastrutturali devono privilegiare senza compromessi la sostenibilità ambientale, favorendo la transizione energetica e il “saldo zero” in termini di consumo del suolo, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo”.

L’Italia, secondo gli esperti, avrebbe delle grandi potenzialità nell’ambito della green economy. Ma occorrono investimenti importanti per accelerare la transizione ecologica.

Nel dettaglio, tra i punti principali del settore ambientale, si riscontra l’urgenza di accompagnare il Paese nella transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili, definendo un piano a lungo termine di decarbonizzazione, con l’esplicito obiettivo di raggiungere la carbon neutrality entro il 2050, come previsto dal Green New Deal dell’Unione Europea. Energia e sostenibilità ambientale sono particolarmente rilevanti dal punto di vista economico, dal momento che presentano l’opportunità più grande in termini di valore di investimenti sbloccabili nel breve termine e perché avrebbero un impatto significativo sul Pil, rappresentando anche un’importante opportunità per il Sud, dove si convoglierà una parte rilevante degli investimenti.

Nel rapporto troviamo anche la proposta di ammodernamento delle infrastrutture energetiche e idriche, la predisposizione di un piano di salvaguardia del patrimonio ambientale con una più ampia tutela del territorio, preservando aree verdi ed ecosistemi e contrastando il consumo del suolo, l’abusivismo edilizio e l’inquinamento. Inoltre, si promuove l’incentivo al rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale con mezzi a basso impatto ambientale e il rinnovo dei mezzi pesanti privati con soluzioni meno inquinanti. Per quanto riguarda l’edilizia, nel rapporto si legge la proposta di sostenere un piano di investimenti finalizzato a potenziare un’offerta abitativa economicamente accessibile, socialmente funzionale ed ecosostenibile, attraverso la messa a disposizione di immobili e spazi pubblici inutilizzati.

A favore della ciclabilità, bisognerebbe pianificare investimenti e finanziamenti, incentivando la creazione dell’infrastruttura ciclistica e incoraggiandone l’utilizzo (attraverso la costruzione di piste ciclabili, stazioni di ricarica e-bike, sistemi di sicurezza e ciclo-parcheggi). È necessario anche predisporre un piano “intermodale” su scala nazionale per la logistica delle merci, con focus sull’ammodernamento dei porti e sull’espansione della rete ferroviaria per il trasporto.

Tutte le proposte saranno discusse il prossimo fine settimana nell’ambito degli “Stati Generali” in attesa delle decisioni definitive prese dal Governo. È il momento di sperare nell’unica ripartenza possibile, quella in chiave sostenibile.

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Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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