Pfas: Zaia chiede proroga di un anno dello stato di emergenza

Per permettere di completare tutte le opere negli acquedotti. La scadenza era prevista per domani ICONA recensioni Pfas: la procura di Vicenza ha chiuso il fascicolo Miteni

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Il presidente del Veneto Luca Zaia ha inviato al governo la richiesta di proroga di un anno dello stato di emergenza in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, la cui scadenza è prevista il 21 marzo. La richiesta di proroga fino al 2020 – informa la Regione – è stata inviata al Presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte e al Capo del Dipartimento di Protezione Civile Angelo Borrelli, per permettere di completare tutte le opere acquedottistiche previste dal Piano di interventi emergenziali per un ammontare di 56,8 milioni di euro, stanziati dal Consiglio dei ministri.
Il Consiglio dei ministri, con Deliberazione del 21 marzo 2018, aveva decretato lo stato di emergenza con scadenza al 21 marzo 2019. Il 28 maggio 2018 il Capo della Protezione Civile Borrelli aveva nominato un Commissario delegato, Nicola Dell’Acqua, all’epoca direttore generale dell’Arpav e già coordinatore della Commissione regionale “Ambiente e salute”, oggi Direttore Area Tutela e Sviluppo del territorio della Regione del Veneto. Il Commissario ha provveduto quindi alla stesura di un Piano di interventi emergenziali con le opere stanziate. Approvato il piano a dicembre 2018 dal Dipartimento nazionale di Protezione Civile, sono state avviate le opere di progettazione delle infrastrutture necessarie a interconnettere gli acquedotti contaminati con fonti di buona qualità presenti in altre aree del Veneto. Data la complessità degli interventi, la proroga permette di poter disporre del tempo necessario per l’avvio di tutte le opere, garantendo un flusso costante di informazioni e un aggiornamento costante sullo stato di attuazione direttamente con il Dipartimento di Protezione Civile.