Pfas, Legambiente ammessa tra le parti civili nel processo

Per l’associazione ambientalista è un ulteriore accertamento del lavoro di denuncia portato avanti negli ultimi sei anni nei confronti delle società accusate di avvelenamento delle acque con sostanze perfluoroalchiliche / Incubo Pfas, ora sono anche nel Po

Sversamento di Pfas nel fiume Po

Legambiente Veneto e il Circolo Legambiente Perla Blu di Cologna Veneta sono state riconosciute a pieno titolo tra le parti civili nel processo contro i presunti responsabili dell’inquinamento da Pfas (sostanze perfluoroalchiliche), rispetto ai quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per i reati di disastro innominato e avvelenamento delle acque.

Per l’associazione ambientalista si tratta di un ulteriore significativo accertamento del lavoro di denuncia portato avanti negli ultimi sei anni, a partire dai primi allarmi diffusi a seguito della prima segnalazione del Cnr del luglio 2013. Un impegno condiviso con i circoli locali e con tutti i livelli associativi assieme ai cittadini e ai comitati locali riunitisi poi nel “Coordinamento Acqua Libera da Pfas” e che ha portato il caso all’attenzione delle istituzioni nazionali con l’audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie. Quell’audizione fu il preludio alla creazione di una specifica Commissione sui Pfas, con l’organizzazione di numerosi incontri pubblici e la raccolta nel 2017 di 15mila firme per chiedere l’avvio della progettazione dei nuovi acquedotti per l’area inquinata e l’introduzione di limiti di legge il più possibile prossimi allo zero.

“Siamo molto soddisfatti per l’accoglimento nel processo – dichiara Piergiorgio Boscagin della segreteria regionale dell’associazione – che conferma la verità sulla dimensione del disastro. Quello da Pfas è un inquinamento che sta mettendo a repentaglio la qualità della vita di centinaia di migliaia di cittadini, non solo di operai e singoli ricorrenti. Giusto che questo processo veda Legambiente, e le altre principali associazioni ambientaliste che lavorano per la tutela degli interessi diffusi e collettivi, dar battaglia nel nome del popolo inquinato che esige verità, sicurezza e salubrità per l’ambiente in cui vive a prescindere dai valori di accumulo di Pfas nel sangue”.

L’associazione ha inoltre espresso soddisfazione per l’accoglimento da parte del giudice della citazione di Mitsubishi Corporation Inc. (con sede a Tokyo), International Chemical Investors S.E. (con sede a Lussemburgo) e Fallimento Miteni s.p.a (con sede a Trissino – VI) quali responsabili civili per il risarcimento dei danni. Società per le quali Legambiente auspica un formale coinvolgimento nel prosieguo del processo.