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Pesticidi senza freni

Amazzonia

Lo scorso 22 luglio il governo brasiliano ha approvato l’utilizzo di 51 nuovi prodotti chimici per l’agricoltura. Di questi, 18 sono estremamente tossici. Il Brasile è diventato così il leader mondiale nel consumo di pesticidi: da gennaio 2019 a oggi ne ha autorizzati già 290, più dell’Ue negli ultimi otto anni. È un problema anche nostro, dato che l’export brasiliano verso l’Italia è aumentato per quasi tutti i settori.
L’impiego di pesticidi riguarda soprattutto le coltivazioni di soia, canna da zucchero, cotone, cereali e caffè, prodotti che dal Brasile arrivano in tutto il mondo, Italia compresa. Solo nel 2017 il Belpaese ha importato cereali per il foraggio, farine, frutti commestibili e oli vegetali per un totale di 105 milioni di euro, attestandosi all’undicesimo posto fra le mete d’esportazione brasiliane. Cotone, tabacco e caffè sono ora particolarmente richiesti dal nostro mercato. «Negli ultimi cinque anni il consumo di pesticidi in Brasile è aumentato del 25% – denuncia Larissa Bombardi, autrice dell’atlante “Geografia dell’uso di pesticidi in Brasile e relazioni con l’Unione Europea” – i cittadini europei dovrebbero esigere controlli molto più rigorosi».
Il pesticida più utilizzato resta il glifosato (34%), ritenuto cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro e il cui utilizzo è vietato in Italia dal 2016. Ma nella lista dei nuovi prodotti autorizzati si trovano anche altri composti vietati in Europa, come il Sulfoxaflor e il Florpyrauxifen-benzyl, dannosi per la nostra pelle, per le api e per gli organismi acquatici. Ci sono inoltre l’acefato, rischioso per la fertilità maschile, il 2-4-D, potenzialmente cancerogeno, e il Clorotalonil, deleterio per il dna.
Il ministero dell’Agricoltura di Brasilia ha fatto sapere che i principi attivi più pericolosi saranno regolamentati secondo i criteri internazionali, ma che a causa delle condizioni climatiche del Paese non si può fare a meno dei pesticidi. «Si potrebbe coltivare in maniera più sostenibile, senza l’uso di sostanze tossiche – afferma invece Marina Lacôrte, responsabile della campagna Agricoltura e alimentazione di Greenpeace Brasile – ma la logica del nuovo governo ha investito anche l’Ibama e l’Anvisa, gli enti nazionali preposti al controllo e alla valutazione dei rischi per l’ambiente e per la salute». Sono state volutamente impiegate più risorse, pertanto l’iter di approvazione dei pesticidi è stato quest’anno molto più rapido del solito.

Giulia Assogna
Biologa specializzata in Biodiversità e Gestione degli ecosistemi. Dopo lo studio in Spagna, un periodo di ricerca sul campo nella foresta brasiliana (Bahia) e un Master in Comunicazione della scienza, ora si occupa di giornalismo ambientale, ecologia, evoluzione e progressi biotecnologici. Collabora con La Nuova Ecologia, Le Scienze e Mind.

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