Pesca elettrica, l’ong francese Bloom punta il dito contro la Commissione europea

Vietata dalla Commissione nel 1998. In seguito a una serie di deroghe per la ricerca scientifica viene di fatto autorizzato l’equipaggiamento elettrico del 5% delle flotte. Ma dal 2009 a oggi sono saliti a 84 i pescherecci attrezzati con gli elettrodi

divieto della pesca elettrica

L’ong francese Bloom, fondata e presieduta da Claire Nouvian, si rivolge alla mediatrice europea Emily O’Reilly incaricata di arbitrare i casi di cattiva amministrazione delle istituzioni europee per sottoporle gravi carenze nella gestione del caso pesca elettrica. Nonostante la larga maggioranza a favore del divieto ottenuta al Parlamento Europeo, le negoziazioni in corso evidenziano un disimpegno da parte delle istituzioni che rischiano di cedere alle pressioni delle lobby della pesca industriale. La difesa del voto del Parlamento riposa in gran parte sulle spalle di deputati italiani. “La pesca elettrica è una pratica insostenibile, che distrugge l’intero ecosistema marino compromettendo le risorse ittiche dell’Unione e mette a repentaglio tutto il settore della pesca artigianale, con fallimenti a catena di piccole imprese virtuose”, afferma Claire Nouvian. “Ma il caso pesca elettrica nasconde molto di più. Abbiamo scoperto che la Commissione ha chiuso gli occhi davanti al parere degli scienziati. Abbiamo scoperto che l’opacità delle istituzioni proteggeva preoccupanti informazioni finanziarie. E che i soldi dei contribuenti sono serviti per convertire i pescherecci all’elettricità. Pensavamo di batterci contro la pesca elettrica, ma la nostra è diventata un’odissea attraverso le istituzioni europee”.

La pesca elettrica è stata vietata dalla Commissione nel 1998. In seguito a una serie di deroghe per la ricerca scientifica introdotte nel 2007 viene di fatto autorizzato l’equipaggiamento elettrico del 5% delle flotte. Ma dal 2009, anno in cui i Paesi Bassi hanno iniziato a reintrodurre la pratica della pesca elettrica, a oggi sono saliti a 84 i pescherecci attrezzati con gli elettrodi – l’equivalente del 40% della flotta. Tutto questo in barba alla legislazione UE, e per giunta con sovvenzioni pubbliche. Un atto illegale, insomma, finanziato dai cittadini europei. Oggi Bloom inasprisce i toni e denuncia lo stanziamento indebito di fondi pubblici per 21,5 milioni di euro almeno.

“La Commissione sta lavorando a porte chiuse per minare la votazione della plenaria. Ma se le decisioni prese dal Parlamento europeo non vengono rispettate, qual è il senso di quest’istituzione?”, si chiede John Flack, europarlamentare del gruppo dei conservatori riformisti europei. “Se le istituzioni continueranno a tollerare l’utilizzo della corrente elettrica presto o tardi questo metodo di pesca arriverà a distruggere le zone del Mediterraneo e dell’Atlantico proprio come sta devastando oggi il mare del Nord”, conclude Nouvian.