Perugia, spento l’incendio in un’azienda di recupero rifiuti. Arpa pubblica i primi risultati

I vigili del fuoco hanno lavorato con diversi uomini e mezzi e nella notte di domenica e sono riusciti a domare le fiamme. Proseguono le indagini sulle cause del rogo

un'immagine del rogo

Aggiornato il 13 marzo alle 14:26

Le prime analisi relative all’inquinamento dell’aria a seguito dell’incendio dell’impianto di trattamento rifiuti Biondi Recuperi Ecologia di Ponte San Giovanni alla periferia di Perugia evidenziano la presenza di benzene (20  µg/m3) in concentrazioni 20 volte superiori rispetto a quelle rilevate di norma in ambiente urbano. Tetracloroetilene e xilene sono invece presenti in concentrazione inferiori a 10 µg/m3.  Arpa Umbria ha inoltre condotto lo studio di simulazione della dispersione degli inquinanti, che conferma come le aree di ricaduta degli inquinanti siano quelle interessate dalla direzione prevalente del vento durante l’incendio. In attesa delle analisi dei campioni prelevati in tali aree, si può ritenere che l’impatto maggiore possa verificarsi dalla zona industriale fino all’abitato di Ponte San Giovanni, mentre un impatto possibile, ma di minore intensità, potrebbe interessare l’abitato di Ponte Pattoli. Il Laboratoro Multisito dell’Agenzia è impegnato a completare le analisi sul particolato per la determinazione di diossine, PCB, IPA e metalli.

È stato spento nella notte l’incendio che domenica scorsa ha interessato il materiale ammassato in un’azienda di recupero rifiuti nella zona industriale di Ponte San Giovanni, alla periferia di Perugia. I vigili del fuoco hanno lavorato a lungo con diversi uomini e mezzi. Proseguono le indagini sulle cause del rogo dei carabinieri del Noe e i relativi accertamenti dell’Arpa. Si è intanto dissolta la nube di fumo sulla zona provocata dall’incendio. Il Comune ha comunque disposto per oggi, lunedì 11, la chiusura “a titolo precauzionale” delle scuole nel raggio di tre chilometri dal punto dell’incendio.

L’incendio divampato domenica interessa l’area di un’azienda specializzata nel recupero di rifiuti. Il focolaio è stato circoscritto ma per lo spegnimento sono state necessarie diverse ore di lavoro. L’alta colonna di fumo sviluppatasi in seguito all’incendio nero era visibile in gran parte della città e in diversi comuni vicini. A bruciare, ha reso noto l’Ansa, sono state diverse balle di carta. Si sta comunque valutando se siano stati interessati anche altri materiali ed eventualmente quali.

Sul posto ieri si è recato anche il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, che ieri sul profilo Facebook del Comune ha suggerito alla popolazione “di non stare all’aperto e di tenere chiuse le finestre”. I vigili del fuoco del comando provinciale sono intervenuti con tutto il personale a disposizione: oltre una ventina di uomini con numerosi mezzi fatti affluire anche da altri distaccamenti. È stato fatto arrivare anche il mezzo antincendio in servizio all’aeroporto di Perugia, dotato di una botte da 25.000 litri e in grado di produrre schiuma Nbcr, come per le emergenze nucleari, batteriologiche e chimiche.

Aggiornato il giorno 13 marzo alle 14:28
Pubblicato il giorno 11 marzo 11:18